domenica 19 febbraio 2017

Di rose e di spine

Vediamoci tra sei mesi, ha detto il ginecologo dei Parioli. Sono uscita dalla stanza sollevata, ma anche con un po' di amaro in bocca. Le mie ovaie non hanno nulla che non vada, e questo era ovvio, altrimenti erano già scoppiate. Data la tipologia e grandezza delle cisti, però, non si può fare nulla a livello ormonale. Non c'è pillola che tenga, in sostanza. Posso solo "aspettare", con la consapevolezza che prima o poi andranno asportate chirurgicamente, ma non è questo il giorno. Altre note positive sono il fatto che adesso so anche che i miei seni e la mia tiroide stanno bene, oltre al fatto che, durante la visita, il ginecologo ha deciso di togliermi un piccolo polipo uterino con l'aiuto della sua assistente-specializzanda. Cos'è un polipo uterino? E' un piccolo polipetto di mare rossastro, con tanto di tentacoli, che si attacca all'utero (ovviamente l'avrò preso al mare, in una delle mie vacanze in Toscana). Questo piccolo stronzetto potrebbe assorbire, come SpongeBob, un po' di flusso mestruale "buttandomelo fuori" durante il resto del mese (fastidioso direi) e facendo anche scappare tutti gli spermatozoi in caso di coito-pro-gravidanza. Tutto chiaro?

In teoria, dovrei essere serena. In realtà non lo sono molto. Sono preoccupata per l'imminente esame di didattica della storia di Venerdì che temo di aver preso sottogamba, sono nervosa perchè a casa i miei non hanno "preso bene" la mia decisione di scegliere autonomamente un ginecologo, nonostante dicano il contrario. E sono nervosa perchè lo studio non mi ha permesso di correre quanto volevo ma mi ha costretta a stare in casa, e io odio stare tra queste quattro mura e condividere l'ossigeno con i miei parenti. 

Sono eccitata, però. Molto. Domani finalmente inizio il tirocinio e sono maledettamente tesa. La prima fase è "osservativa" e sarà mio compito compilare liste su liste e griglie varate da grandi studiosi per capire al meglio il contesto nel quale andrò a presentare il mio progetto didattico di tesi. Relazione insegnante-alunno, insegnante-insegnante,alunno-alunno, strategie didattiche, spazi, attrezzature, eccetera eccetera eccetera. Tutto un po' noioso, lo ammetto, perchè sono anni che lo faccio, però è indispensabile. Divertente sarà invece conoscere la fauna della quinta classe primaria dove mi hanno buttato e conoscere, uno per uno, questi ragazzini piccoli ma quasi-grandi, come magari ripetono loro le maestre per spaventarli sulle pretese delle scuole medie. 
la mitica cartellina per il tirocini-oh!


I nodi degli ultimi più-o-meno-due-anni si stanno quindi sciogliendo, finalmente. Ho la sensazione di stare andando avanti per davvero. Ho anche sognato. Mettevo in vaso una delle tante rose che mi regala sempre l'ingegnere e, mentre la guardavo, la(e) rosa(e) diventa-no due. Per nulla sorpresa, accenno un sorriso, svegliandomi con la domanda "Perchè sono diventate due?". Ancora mi chiedo il perchè di questo strambo anche se normalissimo sogno di vita quotidiana, con la consapevolezza che la risposta è sotto il mio naso, ma sono troppo pigra per abbassarlo.

lunedì 13 febbraio 2017

Number #100

C'è un disordine terribile nella mia camera. Un disordine "facile", però. Ci sono cose in disordine, ma so dove dovrebbero andare e so che ci metterei poco a farlo. Però non lo faccio. Quindi non è così facile, perchè anche se mi guardo intorno e mi ripeto "potrei sistemare tutto in cinque minuti, dopo lo farò..." so anche che quel dopo tarderà ad arrivare e renderà la situazione sempre più caotica. Ecco, ho fatto la metafora della mia vita. Questa vita che adesso sembra avere tante piccole scadenze settimanali (e le ha, soprattutto per quanto riguarda la tesi-tirocinio) che, puntualmente, mi schiacciano inesorabilmente la sera primaa. Devo preparare la programmazione di tirocinio, devo smetterla di dormire troppo la mattina, devo togliermi il semipermanente in condizioni pietose, devo smetterla di bere troppi caffè (esatto, bevo una cifra di caffè e poi mi basta l'antistaminico da 5mg per dormire come una marmotta), devo smetterla di distrarmi. Oggi, per esempio, il mio flusso di pensieri è andato più o meno così: ah, adesso studio storia. Uhm, ho anche il lavoro di tirocinio da fare-aaaah, notifica whatsapp. Uh, quanti "mi piace" su Instagram! Ma che mi invento per la programmazione? Oh, quasi quasi mi leggo i programmi dell'85, come posso pretendere di insegnare senza aver mai letto i programmi dell'85?! Minchia lunghini, vabbè me li scarico poi li leggo domani... e le indicazioni nazionali del 2007? Facciamoci una ripassata va'... macheppalle questo capitolo di storia, Casati Moratti... uh ma che belli i timbrini che ho comprato alla Lidl... oddio un u n i c o r n o v o l a n t eeeee!

E' vero, ho tante scadenze e tanti progetti, ma la verità è che tutti potrebbero fermarsi da un momento all'altro. Perchè? Sempre per la questione ovaie, che ho in sospeso da Novembre e che forse, finalmente, sto per risolvere. Mercoledì andrò a visita. Uno dei migliori di Roma, mi hanno detto. Io lo spero. Certo, non credo nei miracoli e neanche ne pretendo uno. Vorrei solo che qualcuno mi dica ciò che è meglio per me, con serietà e buon senso. Non chiedo tanto. Vorrei trovare le parole. Le parole per esprimere la mia ansia e le mie aspettative non reali che mi fanno viaggiare con la mente prima verso la perfezione indiscussa del mio apparato riproduttore e poi verso l'autocommiserazione, come se avessi un difetto di fabbrica e fosse colpa mia. A pensarci bene è una vita che mi sento difettosa, con le cicatrici sull'addome, le due dita dei piedi attaccate, il seno sinistro più piccolo, il "callo dello scrittore" all'anulare. No, del callo ne vado fiera, altrochè. E' da quando ho dieci anni che scrivo diari, chiusa in camera a dialogare con un amico immaginario, da brava sociopatica. E penso, se tutti scrivessimo di noi un po' più spesso, riusciremmo a guardarci dietro e a capire le nostre debolezze. E saremmo tutti delle persone migliori. Per il momento invece mi accontento di arrampicarmi sul piedistallo insieme a pochi altri, che si fotta il resto della gente. Baci. ;-)

giovedì 9 febbraio 2017

50 sfumature di san valenti... no.

La festa degli innamorati è maledettamente alle porte. Per la serie "tremate, nemici dell'erede". Esagerata? Forse. Non so voi, io ovviamente qualche "San Valentino" l'ho festeggiato. Ero una "bimbetta diciottenne" e certe cose le ho fatte più per me che per lui, perchè ero circondata dai racconti sdolcinati delle amiche che dicevano di fare l'amore nei castelli mentre io, poraccia, dovevo "accontentarmi" di aver perso la verginità in una Peugeot 206 nera. E così, per compensare, al primo 14 Febbraio ho voluto fare le cose alla grande. Petali di rosa sparsi sul letto, palloncino gonfiato ad elio che se lo "sbattevi" ti suonava una musichetta super sdolcinata che non ricordo più (il prezzo però lo ricordo eccome... 20 euri per quel palloncino, mortaccistracci!) e, ovviamente, candele per creare l'atmosfera "hot". 

Non sapevo un  cazzo del sesso all'epoca, ero ossessionata dal romanticismo spicciolo che mi imponeva la società di quegli anni e mi stavo trasformando in un robottino stupido che pretendeva cene e fedine poco sentite. E adesso? Adesso io non lo so cos'hanno in testa le ragazzine tra i 16 e i 19 anni, però cazzo, ho la bacheca infestata di pubblicità sulla "saga" di 50 sfumature per l'uscita del secondo film e continuo ad aver paura per questa moda del bdsm improvvisa.

Innanzitutto dovremmo ricordarci più spesso che questa sottospecie di trilogia è iniziata come f a n f i c t i o n di Twilight. Forse sto "parlando" senza cognizione di causa, perchè i libri non li letti, però ammetto che la curiosità mi ha portata a cercare recensioni e riassunti vari in giro per il web, senza contare che ci ho messo un lola secondo per trovare il pdf gratuito delle suddette sfumature e, conscia del fatto che stavo per buttare nel cesso quaranta minuti della mia vita, mi sono letta qualcosina dallo smartphone. Nessuna descrizione decente. La solita protagonista goffa, capelli arruffati, intelligente e bella ma con l'autostima sotto i piedi. Per giunta vergine, in cerca di "quello giusto", per poi darla senza pensarci due volte al signor Grigio che un attimo prima di infilarle il pistolotto per risolvere la "faccenda della verginità" esclama "...sto per fotterti... senza pietà!!". Credevate che la trasposizione cinematografica "io scopo forte" facesse abbastanza schifo? No, nelle traduzioni dei libri a quanto pare c'è di peggio. Senza parlare del fatto che la tipa è attratta terribilmente dai soldi del Grigio, però poi vuole far credere di avere una dignità e si impunta per pagargli dei vestiti che il milionario le aveva comprato, perchè metterle in lavatrice quelli sporchi era da poracci, of course.

Io poi sono recidiva, ho letto anche il ciclo di Twilight e, per quanto sia straziatamente scritta male, almeno è un pelino (ho detto un pelino!) "originale", anche se il mio vampiro preferito resterà per sempre il bello e dannato Spike di Buffy. 50 sfumature... no! Non è per niente originale, la protagonista è più moscia di Isabella Swan e quelle due scene che ho letto erano uguali spiccicate a quelle descritte dalla vampirofila (lui che la salva da una macchina/motorino, lei che di notte si sveglia e trova lui che suona il piano, lui che adora il suo sangue che... nel caso delle 50 sfumature si tratta di sangue mestruale, che originalità).

Il fatto è che non c'è niente di male ad avere "gusti particolari", non sono qui per condannare il sesso sadomaso, ci mancherebbe. E' sbagliato però far passare il messaggio del Dominatore che ha avuto problemi infantili ed è per questo che si crogiola nel suo inferno del sadismo, ed è sbagliato mostrare alle ragazzine questa donnina che, attratta dal sorriso-soldi del signor Grigio, accetta (perlomeno all'inizio) a farsi fare di tutto, pur di averlo al suo fianco, con la speranza poi di "cambiarlo". Nulla di più sbagliato. Hai voluto il sadico pieno di soldi? Bene, ora te lo fai infilare tutto il dilatatore anale tempestato di diamanti, ma che ti aspettavi, porca paletta? 
Battute sessuali a parte, questa storia, a mio parere, è pericolosa. Ne ho conosciute fin troppe di ragazze che si "accontentano" del primo omuncolo che trovano e poi pretendono di cambiarlo a tutti i costi, ma non è questa la via per la felicità. Certo, è capitato a tutti di voler smussare qualche lato del carattere del proprio partner per farlo combiaciare più al proprio, ma se detesti i gusti (sessuali e non) della tua dolce metà, forse non siete fatti per stare insieme. E poi no, i gusti sessuali "insoliti" non denotano personalità deviate, "a meno che il comportamento non causi disagio clinicamente significativo nell'area sociale, professionale o in altre aree importanti di funzionamento del soggetto" (DSM-IV Docet, dai vecchi appunti del secondo anno di Psicologia, gne gne).

Con la speranza di non essere stata troppo casinista, la chiudo qua con questa pseudo recensione-riflessione poco filosofica. Vado a leggermi un Hentai, che è meglio! Besos

giovedì 2 febbraio 2017

Gennaio in ...sette punti!

Sono "circondata" di blogger che fanno i "punti" del mese. E niente, sono invidiosa e allora ci provo anche io, pappappero.

Cosa mi ha portato di importante/particolare/cattivo/stronzo questo primo (e tanto odiato da tutti) primo meso dell'anno Domini 2017?

1. Meno S E T T E esami alla laurea. Ebbene sì, la strada è ancora lunga (e la sessione non è ancora finita) ma questo numero è un segno del grande demone celeste, me lo sento. Ho finalmente superato Didattica Generale, un esame base del secondo anno di cui avevo una paura mostruosa. Sono una pippa tremenda con gli esami "basic", ho sempre preferito l'haute couture, che posso farci. 

2. Capelli sempre più lunghi. Sono mesi che mi dimentico, puntualmente, di scrivere questo dettaglio della Lola molto importante. E' da più di un anno ormai che ho preso questa decisione, è finito il periodo "carrè alla Carrà" e sorrido come una cretina quando mi faccio una treccia. Credo sia una specie di back to the origins o qualcosa del genere. E mi piace pensare, adesso, che questi capelli dicano tanto di me. Tipo ora sono più o meno così:



3. Abbiamo finalmente deciso le date ultime del weekend marzesco a Firenze. Organizzare gite a inizio anno mi mette una gioia addosso come pochi, perchè l'estate è ancora tremendamente lontana e ho bisogno di sapere che presto ci sarà un momento solo "nostro", dove io e l'ingegner-ragazzo-di-atletica potremo stare insieme in una casa troppo carina senza-soffitto-senza-cucina OK SPARATEMI. Giuro, non scoperemo soltanto, voglio davvero vedere gli Uffizi e il David di Michelangelo (per il quale ho una specie di amore perverso). 

4. Ho origamigato (per delucidazioni vedere post sui buoni propositi sopra da qualche parte). Sono anni che cerco di fare l'origami della rosa, ma è tremendamente difficile. Una volta feci l'origami-rosa-cubo che è molto bello perché si "apre" ed è di media difficoltà. La rosa "classica", invece, non mi riesce proprio, nonostante i mille video su YouTube. Così, presa da un momento di sconforto, ho "ripiegato" su un metodo molto semplice detto Quilling, ovvero una forma d'arte, stando a wikipedia, che consiste nell'uso di strisce di carta arrotolate, piegate e/o incollate. Io ho tirato fuori questo (anche il resto della collana è made-in-Lola):




5. Mens sana in corpore sano. Sto muovendo le chiappe, finalmente. Non quanto vorrei, ma considerata la sessione di esami non posso lamentarmi. Ho anche comprato delle scarpe nuove color azzurrino-chiaro-tra-un-secondo-è-già-sporca rigorosamente all'outlet e domani sfoggerò la tuta della società sportiva alla quale sono iscritta. Mi sento una vera dura, insomma.

6. Una nuova amicizia è nell'aria. E' una ragazza della mia stessa età, in preda agli ultimi due esami di una laurea in Ingegneria Civile. L'ho conosciuta circa un anno fa. Siamo entrambe scottate da amicizie varie finite male e non riusciamo ad entrare molto in confidenza, ci limitiamo a chiacchierare di ombretti e spazzole per i capelli però in entrambe c'è molto di più, abbiamo solo paura di dircelo.

7. Il punto sette non esiste. E' solo frutto della tua immaginazione perversa. Il grande demone celeste ringrazia. Sayonara!



giovedì 26 gennaio 2017

Le finte sintesi della Lola

Che ne dici, vogliamo già iniziare a tirare le somme per questo primo mese dell'anno duemiladiciassettechediconoportisfigaeinveceandatevelaapijanderculo? Non siete riusciti a leggere tutto? Foto esemplificativa per voi:






In sintesi, manca ancora una settimana a Febbraio e il tempo, come sempre, mi sembra scorrere a volte veloce come Achille, a volte lento come una tartaruga. Insomma, vivo in un paradosso, ma non è una novità.

Le feste finiscono con l'influenza a 39. Oltre a nausea e dolori vari mi trascino l'ansia di un esame che non sono riuscita a preparare per il 14 del mese. "Farò una full immersion gli ultimi dieci giorni", mi sono detta. Bene, sette giorni prima mi becco l'influenza. Sono stata a letto quasi quattro giorni e il quinto ero già troppo demoralizzata per studiare, anche se ci ho provato lo stesso. Avrò strappato un 18? Non è ancora dato saperlo, si attendono i risultati.

Si chiude una porta e si apre il portone, dicono. Mi metto a studiare per l'esame del 30, e a quanto pare sta andando tutto bene, niente strane malattie, nessun fulmine di Zeus. Ed ecco che l'ingegnere mi regala una mezza giornata in una Spa nella Capitale, con tanto di massaggio. Una piccola pausa tra un esame e l'altro, e sono al settimo cielo. Però, però: succede cha sera prima della Spa mi accorgo di avere qualche peletto sulle gambe e ho la malsana idea di spogliarmi al volo in camera, fredda (io e la camera), per passarmi l'epilatore. Circa venti minuti accartocciata con il busto piegato e quando faccio per rialzarmi...... zaaaaaaaaaac, contrattura alla schiena. Ho pianto di dolore per rimettermi i pantaloni quella sera. La combo idromassaggio-bagnoturco-sauna-massaggio mi hanno ovviamente aiutata a star meglio, però il dolore sta andando via solo adesso, e sono passati quasi sette giorni. Della serie bene ma non benissimo. Però la Spa me la sono goduta, eccome se me la sono goduta. E c'era anche il massaggiatore che sembrava un porno attore, dettagli. 

Cos'altro succede? Due giorni fa mi sveglio e sul viso ho mille mila bolle rosse che bruciano e che mi fanno sembrare una bambina con un principio di varicella. Stress, dicono. Però io la mia dose di cortisone per sicurezza la prendo lo stesso. Sto anche cercando di risolvere la mia questione in sospeso con le ovaie, e a mia sorpresa l'unica che si è messa davvero in moto per aiutarmi ad avere qualche contatto è stata la madre dell'ingegnere. Il solo parlarne mi genera ancora più ansia, e mi sono resa conto che ho fatto solo finta di essere calma, in realtà dentro ho un simpaticissimo tarlo che mi sta mangiando il fegato e che ogni tanto mi sussurra cose del tipo "ogni giorno che passa è un giorno in più che hai per perdere le tue ovaie". In più ho mia madre a 134 km di distanza da cinque giorni per controlli ospedalieri e sono diventata, seppur non volendo, la sua vice. Non troppo stressante, nonostante lo studio matto e disperato, però domani mio padre ha intenzione di far venire a casa suo fratello e, per quanto bene voglia a mio zio, questo comporterebbe l'intera giornata di domani a pulire e a sistemare ogni angolo della casa e a preparare un pranzetto più prelibato invece della solita pasta al pesto pronto. Non che casa sia un porcile, però quando mamma va via il processo di entropia ha una carica maggiore. Sotto-sotto sono anche scazzata con lei perchè se l'è presa comoda, poteva tornare due giorni prima invece si sta prendendo una specie di vacanza, quando la chiamo per chiedere consigli su come lavare la tuta della Nike mi risponde sempre che è in giro con la madre a fare shopping. Sono contenta per lei, pèrò poteva scegliersi un periodo migliore per farlo, ho un esame tra quattro giorni, cribbio. 

E niente, ho deciso che domani fingerò un incontro importantissimo con la relatrice e me ne vado all'università tutto il giorno a studiare. Viva Ponzio Pilato. 


 Ah, quasi dimenticavo. Ho prenotato un weekend a Firenze. Ogni tanto ci penso e salgo al settimo cielo. Dovrei segnarmelo sulla mano, così da ricordarmi che ogni tanto le gioie anche alla Lola. Besos.



lunedì 16 gennaio 2017

The Green Day effect

Okay, è arrivato il momento di parlare dei Green Day. 

La mia premessa è che ho sempre avuto un rapporto particolare con la musica. Fino ai 13 anni mischiavo Laura Pausini, i Pink Floyd e Cristina D'Avena e non mi importava molto sentirmi parte di una "nicchia" e cose del genere. Una volta arrivata al liceo, invece, ho conosciuto una ragazza più grande di me. La nostra amicizia è durata all'incirca dieci anni. Lei mi ha fatto "scoprire" i Green Day nel lontano 2004. Era appena uscito American Idiot e già da tempo i fan si dividevano tra quelli che urlavano "grandi" e quelli che urlavano "venduti". Per me quell'album è stato un po' la svolta musicale della mia vita, nonostante tutto. Jesus of Suburbia è un po' il mio credo e Wake me up when September ends la colonna sonora della mia adolescenza, da cantare a squarciagola. 

Di anni ne son passati e, insieme a quella ragazza, ho scoperto tante sfumature della musica, molte delle quali me le sono tenute care e oggi il genere che mi da' in assoluto più carica è l'hardcore californiano. Rancid, Bad Religion, NOFX, Pennywise. Non sono nelle mie cuffie sempre, però stanno lì e quando ne ho bisogno so che non mi deludono mai. Poi ci sono loro, loro che hanno dato il nome a questo blog, i CCCP. Loro rientrano nella roba vecchia che non passa mai di moda. Però. Per quanto riguarda i live, invece, gli unici che io abbia mai visto sono stati i Green Day che sono rimasti nel mio cuore, of course. Come il primo amore, che non si scorda mai, anche se il mio primo amore faceva veramente schifo e lo sostituirei volentieri con una canzone a caso di Gigi D'Alessio. 

Cos'è successo nel frattempo, però? E' successo che mi sono allontanata da quell'amica, e, come presa da un effetto domino, ho smesso anche di ascoltare i Green Day, come se mi ricordassero troppo quell'amicizia finita. Poi, con tutta la curiosità del mondo, ho ascoltato il primo singolo di "Revolution Radio", Bang Bang, commentato dalla ragazza come "uno stupendo ritorno alle origini". Io non ci ho trovato proprio nulla di stupendo. E mi è un po' caduto un mito, come quando vedi le cose come stanno, senza le fette di prosciutto davanti agli occhi. I soliti riff, i soliti vocalizzi. Quasi un'accozzaglia di vecchie canzoni messe insieme per fare qualcosa di diverso, ma che poi tanto diverso non è. Non ho sentito nulla di nuovo e anzi, mi dispiace che lei ci veda qualcosa che non esiste perchè è triste. Quindi non ho comprato l'album e non ho avuto neanche il coraggio di cercare altre canzoni per ascoltarle, mi sono bastati quei tre minuti per dire "basta" al gruppo della mia adolescenza. Lei è andata anche all'ennesimo concerto, giorni fa, a Milano. Lo ammetto, riascoltare vecchie canzoni live non mi dispiacerebbe, però ho bisogno di dire basta a quei vecchi ricordi. E in realtà preferirei dicessero "basta" anche loro, però capisco che i soldi piacciono troppo ai tre fantastici dai capelli sempre colorati per ritirarsi dalla scena. E allora vada bene urlare, tra una canzone e l'altra, "siamo ancora qua, crazie Italia" e "No Trump" ad cazzum, tanto i biglietti li vendono lo stesso, grazie ai vecchi fan che ancora amano sognare. La verità è che i tre mocciosi punk dell'East Bay sono morti nel momento in cui hanno visto la prima major, ma questa è un'altra storia, non di mia competenza. Forse ho solo smesso di sognare o forse ho solo aperto un po' gli occhi. I dont care, direbbero loro.

Vi saluto con questa. Benvenuti in Paradiso. E dookie per tutti. ;-)

 


martedì 3 gennaio 2017

I propositi di Lola

No, non sono veri propositi, tranquilli. Non sono il tipo. Cioè, in realtà quando mi ci metto riesco anche a mantenere le promesse, ma (quasi) mai quelle per me. Tipo la cosa delle unghie, sapete che ci sono riuscita? Ho messo il semipermanente nonostante le unghie "corte" (si fa per dire, perché nonostante la bassa statura ho le dita lunghe e il letto dell'unghia molto grande) e con un po' di burro di karitè per cinque notti le mie mani adesso sono (quasi) perfette e con lo smalto viola da strega cattiva. 

Torniamo a noi. Propositi, dicevo. Più o meno. Ci sono cose che ho "scoperto" e che vorrei tenere con me anche quest'anno, per la mia sanità mentale e fisica.

- OLIO DI COCCO
Sì, proprio l'olio di cocco. Sarà il mio prodotto dell'anno. Tutto è nato dal fatto che quest'anno mi hanno spostato la facoltà e adesso faccio lezione letteralmente nel mercato indiano più famoso della capitale, quindi tra una lezione e un ricevimento ho comprato spezie varie e l'olio di cocco, appunto. E' stato amore a prima vista e lo sto usando praticamente per tutto (tranne che per cucinare, lol). A caldo sui capelli per renderli morbidi e setosi, nelle candele da massaggio e nei burri corpo insieme alla cera di soia (e per futuri burricacao), sul viso per struccare l'eyeliner waterproof e anche come fantastica crema viso da notte. E' favolosa, per i miei 26 anni. Dopo mesi di stress ho iniziato di nuovo a dimostrarne 16, per dire. 
2,50 euro from indianino

- PIU' ORIGAMI PER TUTTI  
Questo è un quasi-proposito, perchè è da un po' che ho smesso di farne e mi dispiace un casino. L'ultima volta che ho piegato la carta è stato per fare un bigliettino di auguri per l'inaugurazione dell'enoteca di mio cugino. Mi sono divertita (e rilassata) un casino, e ho usato una carta particolare, molto costosa e 100% made in Japan. Sì, devo assolutamente ricominciare a origamigare. 
nonmiricordoilprezzo - la mitica carta da origami giapo

-  NO ACAR 
Movimento politico-culturale che invita la Lola a pulirsi più spesso la camera. Sono pigrissima. Quando sono a casa tutto il giorno aiuto la mamma nelle faccende di casa ma la mia camera è sempre quella più sporca e disordinata di tutte, perché ho veramente tanti suppellettili e poco spazio. Quando mi decido a pulire, ovviamente, ne beneficia il mio respiro (essendo allergica agli acari) e il mio umore, perchè è veramente bello vedere tutti i souvenirs puliti e lucidi. 
- LA VERITA' TI FA MALE LO SO
Devo fingere di meno, nello specifico a letto. No, non che io sia una di quelle che finge gli orgasmi (vade retro!), però mi è capitato, con l'ingegnere, di fingere di aver voglia. Il bello è che pur essendo una mezza ninfomane non riesco a competere con un 22enne decatlonista che per la serie "ti è piaciuto giovane e sportivo? mo' so cazzi tua!" è veramente in grado di copulare 24 ore no stop, senza rendersene conto. Il problema è che io a 'na certa non ce la faccio, ma credo non ce la farebbe neanche una della salaria. Ovviamente ne abbiamo parlato e, come previsto, il fatto che io abbia finto di volerne ancora lo ha deluso non poco. Adesso sto imparando a dire di no e riesco a camminare di più, oltre che ad essere più serena con lui. 
- IL FENOMENO DELLA SAPONETTA
Sono circa tre mesi che mi sono messa in testa che voglio fare il sapone e, perdiana, quest'anno lo farò. Mi mancano alcune cose (a parte il tempo, tra un esame e l'altro), come un frullatore ad immersione, uno stampo in legno che mi farà l'ingegnere e gli occhialoni di plastica per evitare incidenti con la soda caustica, e quando tutti i pianeti saranno allienati e mia madre sarà via di casa per qualche ora, riuscirò a fare il mio primo sapone.
- E LO STUDIO?
No, non l'ho accantonato. E non ho paura. Non sono pochi gli esami che mi mancano, però non sono neanche i più difficili e ho imparato, finalmente, a trattare i professori più come quasi-colleghi che come superiori-capi-spaventosi, e un po' di ansia mi sta passando via. Ne ho ancora molta di strada, da fare. D'altronde, quest'anno (se tutto andrà bene incrocio-anche-le-dita-dei-piedi-quelle-attaccate) è l'anno della mia laurea, e sono davvero emozionata. Non vedo l'ora di iniziare il tirocinio, sono eccitata all'idea di fare la programmazione a scuola su Carroll e Calvino, e spero di avere la grinta (e le idee) giuste.

- IL NON-PROPOSITO
Visto che credo molto nel numero sette, dovevo inserire un punto sette, anche se non ho nient'altro da dire. Facciamo finta che io abbia sbrodolato qualche altra sciocchezzuola che chiameremo il non-proposito e stiamo apposto. Hasta luego.

Vostra Semper-Lola.