sabato 24 ottobre 2015

I'm late. I'm late. For a very important date!

- s... salve, posso entrare?

- prego, si accomodi

- le avevo mandato una mail... avevamo un appuntamento... volevo chiederle la tesi, ecco.

- bene, però prima che lei voglia accettarmi come relatrice, ho un paio di cosette da dirle, per correttezza.

- certo, mi dica pure

- primo, sono in pensione e ho una certa età. Sì, insomma, il signore (alza il dito indice al cielo agitandolo) potrebbe chiamarmi presto. Secondo, beh, l'anno prossimo potrebbero non darmi la cattedra e non potrei seguirla. Detto questo, vuole tornare a casa e pensarci una settimana?

- no... veramente... già mi avevano detto una cosa del genere alcune mie colleghe... ci stavo pensando... sa, la sua materia mi piace molto... (non so dove sbattere la test...) io spero che lei ci sia fino a luglio 2017, insomma... no, non voglio pensarci.

- bene, allora mi parli dei suoi argomenti preferiti. Che autori aveva in mente per questa tesi? Ah, e la prossima settimana mi porti il foglio di assegnazione tesi che glielo firmo subito.


Così è deciso. Siamo state in quella stanza a chiacchierare per circa un'ora, lei a raccontarmi della sua carriera di insegnante a Centocelle, di come bisogna spronare i bambini alla lettura, come è facile sbagliare e com'è difficile stare in sintonia con i bambini ma soprattutto con  i genitori, che a detta sua, sono i più "impiccioni" e "ignoranti". Dovrai farti rispettare, continuava a dirmi. Nessuno deve venire a comandare in classe, tra i tuoi alunni. I genitori facciano i genitori e gli insegnanti gli insegnanti. Una tosta, insomma, che ne ha viste tante. Due lauree, molti saggi, libri per l'infanzia e per la didattica, sempre attiva nella ricerca scientifica. Le sue lezioni sfociano nella politica, denuncia sempre i mali della scuola italiana, prova ad aprire gli occhi alle nuove generazioni. Non assegnate mai i compiti per casa, ci ripete sempre. E me l'ha ripetuto anche in privato ieri. Perché poi va' a finire che li fanno i genitori e inculcano ai figli il loro metodo, e voi il giorno dopo dovete iniziare tutto daccapo. Lei apparterrebbe alla vecchia guardia, eppure è più all'avanguardia di molti insegnanti e pedagogisti che io conosca che non hanno ancora quarant'anni. E così ho finito per raccontarle anche di me, della mia passione per la lettura, da piccola, della mia maestra di italiano così attenta e così controcorrente per quegli anni, che un po' mi ricorda lei. Severa ma premurosa, precisa e mai banale

Finalmente, direi, ho trovato la mia relatrice. Ed è una sensazione strana, nonostante mi manchino ancora un po' di esami. Sentirmi anche rassicurata dalla prof, poi, è stato molto bello. Non mi ha chiesto che media avessi né perché sto andando fuori corso. Ho lavorato e ho avuto problemi di salute, la mia è stata una giustificazione alle insicurezze, diciamo. E la sua risposta è stata tutto si risolve. Non mi ha guardata dall'alto in basso, come fanno alcuni insegnanti troppo pieni di sé. E da lei, non me lo sarei aspettato. Certo, mi aspetta un duro lavoro, forse la maledirò e odierò me stessa per aver chiesto una tesi in letteratura italiana, o forse sarà il lavoro più proficuo ed emozionante della mia vita. Tutto questo mi fa sentire più leggera e sembra che il tempo stia iniziando a scorrere più velocemente, come se 18 mesi fossero 18 settimane o addirittura 18 giorni o un battito di ciglia. E la parte iniziale più importante della mia vita, si realizzerà. 



10 commenti:

  1. E' importantissimo trovare un relatore o in questo caso una relatrice con le palle perchè la tesi è per metà tua e per metà sua. E poi sarà lei a presentarti durante la laurea quindi una della vecchia guardia con molti anni d'esperienza è perfetta perchè già sa come destreggiarsi nelle difficoltà( che purtroppo saranno abbastanza) della tesi. In bocca al lupo!

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    1. Esatto, anche se quasi tutti i professori del mio corso di laurea sono in gamba. Alcuni ti seguono di più, altri meno. Sempre meglio chi ti consiglia bene, senza giri di parole. Speriamo bene e crepi il lupo ;-)

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  2. Mi hai dato un brivido addosso. Mi è arrivata dritta al cuore la tua soddisfazione per ciò che stai facendo, per quello che vorrai fare in futuro. Mi sono arrivati i sogni, le speranze, le paure... e la voglia di realizzarti che è in te.
    Sono contenta di questo primo passo, uno dei più importanti a mio parere.
    Perchè non è così banale scegliere il relatore, è una decisione che - come tutte, ma forse più di altre - conduce verso nuovi percorsi, nuove conoscenze, visioni differenti... costruisce il futuro :)
    Capisco l'ansia, la frenesia iniziale ma ricordati che il tempo c'è e le cose con calma vengono meglio.

    Ti mando il primo in bocca al lupo, quello dell'inizio di un'avventura...
    Ne seguiranno altri ;)

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    1. Ti ringrazio Ilaria! Eh si sono nervosa, eccitata, preoccupata. E so che il tempo c'è ma quando capisci che ne hai perso molto in passato, poi non ti basta mai... io spero che andrà tutto bene, nel frattempo mi godo il lavoro di ricerca iniziale. Crepi il lupaccio ;-) baci

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  3. Ciao Lola,sono contenta che tu abbia trovato la relatrice giusta e da quel che racconti credo pure fra le migliori...vai su il primo passo è andato come andrà anche il resto.

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    1. Grazie Carolina, mi emoziona sapervi tutti qui a fare il tifo per me! ^.^ un abbraccio

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  4. Lavorare e studiare, stranamente, ho visto degli amici che erano molto felici di fare le due cose assieme. E te, poi, anche blogger, ma come fai?!

    Però, sono ben fiero di essere quì a condividere, seppur da lontano, questo momento particolare della tua vita di cui ci hai resi partecipi.

    Ti porgo i miei complimenti vivissimi e mi unisco agli altri amici per inviarti un grosso in bocca al lupo!

    (Che invidiaaaa :-)

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    1. Sì beh, sono felice di lavorare e studiare, ma purtroppo il lavoro in passato mi ha rallentato molto, soprattutto considerando il fatto che per andare all'università ogni giorno viaggio circa quattro ore e no, non sempre riesco a studiare in treno, e anche questo un po' rallenta insieme alle altre cose ma non voglio giustificarmi troppo, altri prima di me ci sono riusciti e ci riuscirò anche io, e ammetto che a volte sono proprio una cattiva studentessa svogliata ;) ti ringrazio per gli auguri, gentilissimo. :)

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  5. un relatore "umano" di questi tempi è una rarità..poi se non abbraccia " teorie da buona scuola o buona università" ancora meglio.Il fatto che ti abbia fatto parlare e ti abbia ascoltata e viceversa, depone per un lavoro proficuo.
    in bocca al lupo Lolita bella :**

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    1. La buona scuola lasciamola a Renzi. ;-) che poi dovrò leggermela meglio un giorno di questi... Crepi 'sto lupo, Silvietta bella, un bacio a te :))

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