domenica 15 novembre 2015

Di tutto, di domenica

Domenica pomeriggio. Fuori c'è stato davvero un bel tramonto, di quelli rossi come il fuoco, le nuvole come lingue incandescenti.

E' un periodo, sparisco poi faccio capolino e me ne vado ancora. E' stata una settimana piena, di quelle che non ti lasciano respirare. Non ho neanche avuto il tempo di rispondere ai vostri commenti, sono davvero una padrona di casa maleducata. 

Tazza di the, mi perdonate?



Vi ho lasciati con il mio dilemma sugli amici, o meglio su due persone in particolare che da anni chiamo amiche ma che non lo sono mai state. Io di solito sono una donna-vesuvio. Faccio finta di dormire poi boom, all'improvviso mi porto dietro le città. Questa volta però ho deciso che non sarà così. Perché dovrei perder tempo ad elencare a queste persone tutto il male che mi hanno fatto? Sono adulte e vaccinate, e sono sicura che erano del tutto consapevoli mentre mi sputavano veleno, invidiose della mia vita e delle mie scelte. Invidiose della mia fierezza e della mia libertà di dire no o di chiedere il perché, mentre loro si nascondevano. Sarò un po' vigliacca questa volta, uscirò a prendere un caffé con loro soltanto se non avrò di meglio da fare, stando tutto il tempo ad elencare le mie meravigliose prodezze, le uscite al museo con le amiche di Roma, la fantastica tesi che sto preparando su Calvino e Carroll (ora avete capito i miei riferimenti passati su Alice?! ;-)) mentre loro sapranno soltanto rispondermi "no, non mi va di farmi una passeggiata in piazza, uhmm... fa freddo. Restiamo al bar!". Bisogna ignorare gli ignoranti e giocare più sporco di loro, perché se è vero che Lola ha un gran cuore, quando vuole riesce anche a farti un gran culo, ma senza giri di parole. Per il momento funziona, le ochette ammaestrate sono abbastanza offese da non chiedermi più di uscire, ma non lo danno a "vedere". Buon per me e per il mio gioco.



Poi sapete, c'è stato un bell'incontro questa settimana. E' stato mercoledì e il mercoledì è il giorno dei gemelli, a detta degli astri, che ci vogliamo credere oppure no. Volevo parlarvene, poi mi sono detta che è una cosa troppo carina per dirla ancora a voce alta. Voglio tenerla ancora un po' per me e vedere come andrà a finire. Magari sarà qualcosa di fantastico, di quegli incontri scritti come nei libri del primo novecento, narrati per una Lola analogica come me. Oppure sarà qualche altra cosa che andrà a perdersi in questa dimensione, e non importa veramente.


Ho poi partecipato ad un evento sportivo nel fine settimana, un evento dal nome europeo, di fatto quasi mondiale. Non da sportiva (qual non sono), ma come STAFF dell'università. 


Abbiamo accolto gli atleti nella capitale, li abbiamo portati nelle palestre, li abbiamo fatti mangiare e bere, abbiamo cronometrato i loro tempi, segnato i loro punti. Abbiamo montato e smontato gazebo, distribuito bicchieri di coca cola (sponsor immancabile), scattato foto alle favolose cheerleader, buttato fuori chi non poteva entrare, spostato coppe, regalato sorrisi, raccolto bucce di banane dagli spalti. Il tutto con le favolose tutine giallo evidenziatore che ci han regalato la federazione di Milàn. 

Inutile dire che l'ultimo giorno, quello di ieri, è stato quello più bello ma anche il più brutto. Si respirava un'aria pesante al mattino, i parigini che la sera prima stavano festeggiando la loro trasferta con litri di birra, si saran svegliati con la testa pesante e con una gran brutta notizia. Hanno giocato lo stesso, tutti hanno giocato lo stesso. La vita deve andare avanti. Mio padre mi ha fatto una telefonata improvvisa nel pomeriggio per sapere se stessi bene, io mi sono innervosita. Già è successo, sentirmi dire ma oggi devi andarci per forza, a Roma? e accampare qualche scusa per andare all'università a seguire le lezioni o anche solo per andare a vedere Tissot con le amiche. Io non credo nella religione, non ci ho mai creduto e dopo tutto questo sono ancora più consapevole del fatto che non esiste nessun Dio a proteggerci. Esiste soltanto il caso, il fato, il destino, e poi gli uomini che tirano le fila, sporchi di sangue e con negli occhi le crudeltà per una promessa falsa. Ma non è con la paura che vinceremo. Neanche sciacquandoci la bocca con eh ma pure i parigini poi, che si mettono a fare satira, lo sappiamo che sono permalosi i musulmani! oppure con non c'è sicurezza, ma questi sporchi islamici devono stare a casa loro!!

Ma noi, siamo proprio sicuri di stare a casa nostra, eh? Qual è la nostra terra e chi sono i nostri avi?


Non volevo parlarne, eppure mi ritrovo dentro questo casino di parole che mi fanno infuriare. Perché non ci capisco nulla di politica e mi vien la nausea davvero.





Non andartene docile in quella buona notte

Infuriati, infuriati contro il morire della luce.



10 commenti:

  1. wow!!!
    passami sto the va', visto l'effetto che ha prodotto :))

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    1. Con un poco di zucchero?? ;-)

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    2. no no, mi piacciono i sapori come sono...oltre che non mi renderebbe meno acida ;))

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  2. Io ti leggo sempre silente, ma questa volta devo proprio scriverti... cos'è successo mercoledì!? Che incontro!? Io sono curiosa per queste cose. Sì, okay forse pure un po' ficcanaso.
    E la tesi su Calvino e Caroll! Amore proprio... più per il secondo, per il primo sono molto odi et amo, ma per il secondo solo profondo amore e fascino, quindi trovo che la tua tesi abbia un argomento favoloso.
    Un abbraccione

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    1. Eheheh e allora devi pazientare cara Em, ve ne parlerò a tempo debito, promesso ;-))
      Sai la mia idea non era proprio questa inizialmente, poi mi sono buttata in questo mondo e ho scoperto che questi due autori hanno più in comune di quanto pensiamo e dove c'è il fantastico in uno c'è il paradosso e l'umorismo nell' altro... e poi a volte dimentichiamo che Carroll era un grande matematico e sapeva come far divertire i bambini della regina Vittoria. Insomma, incrocio le dita, speriamo sarà un bel lavoro :) un abbraccio a te!!

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  3. la tesi ha un potenziale pazzesco mia cara!

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    1. Già! Hanno grandi aspettative su questa Lola ♡

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  4. Me lo sto chiedendo spesso pure io negli ultimi giorni, se a Roma devo andarci per forza. Purtroppo ci lavoro e non posso fare diversamente, ma soprattutto non avrebbe senso tapparsi in casa a tempo indeterminato per paura che succeda qualcosa.

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    1. Già. Tanto noi siamo solo le pedine, no?

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