sabato 5 marzo 2016

Le chiacchiere della vita

Le chiamiamo così, io e le mie amiche. Basta che non ci vediamo per qualche giorno che le cose da dirsi diventano tantissime e troppe per mandarsi dei semplici audio su whatsapp. E allora bisogna riunirsi tutte all'università, pranzare insieme e dirsi "le chiacchiere della vita", che prevedono il racconto dettagliato dell'ultimo scoop, analisi dei pro, dei contro e degli innumerevoli "come potrebbe andare": tu sei lì, nel mezzo, ad ascoltare l'amica con il bicchiere mezzo pieno e quella con il bicchiere mezzo vuoto e alla fine per la confusione bevi e basta. E le chiacchiere iniziano inesorabilmente a portarsi via tutto il pomeriggio di studio. Loro sono le mie colonne, il mio equilibrio, le mie indovine, i miei sorrisi, la mia parte razionale e irrazionale quando serve. Sono uno sballo. 

Ci siamo, sono iniziate le lezioni dell'ultimo semestre di questi cinque anni di università. Inizia anche il conto alla rovescia e una alla volta ci laureeremo tutte, ed è pure ora.  E loro sono e resteranno quelle che abbiamo fatto le cazzate insieme, chiacchierato fino all'alba, bevuto e fumato fino a sentirci male ma tenendoci i capelli a vicenda. Forse la nostra amicizia ci sarà anche dopo la nostra laurea, ma sarà diverso. Più difficile. Forse ci separeremo tutte, prenderemo strade diverse, è inevitabile, dovrà accadere. Ne sono eccitata e allo stesso tempo spaventata. 

Quanto sei stupida. Ti mancano ancora dieci esami, non credere che finirà prima che ti verrà la nausea. Però loro, le amiche, vorrei davvero non perderle. La colazione al mattino tutte insieme allo stesso bar, le chiacchiere e le sigarette sotto l'albero, che quante ne ha sentite, quell'albero. 

Arriverà quel giorno, io lo so. Arriverà il giorno in cui tutto cambierà e le nostre vite, la mia vita, avrà ritmi diversi, un bar diverso, un sorriso diverso, un autobus diverso. Non ci sarà più il volantinaggio e i tornei di calcetto da organizzare e le chiacchiere con gli ingegneri in sala pesi, mentre provi a studiare ma tanto già sai come andrà a finire, sempre in caciara, sempre con il sorriso sulla bocca, a prendersi in giro, a fare le partite di ping pong per passare il tempo. Non ci sarà più quel treno, o forse sì. E i ritardi, i vagoni freddi d'inverno e roventi d'estate, tutti in piedi appassionatamente, linee soppresse, incontri fugaci. No, questo spero di no. Eppure mi mancherà, lo so. Perché ogni viaggio è un'avventura, ogni nuovo volto incrociato, ogni scambio di battuta, anche la più stupida, anche quella si trasforma in "quando ci rivediamo?" è un giorno in più che ne è valsa la pena.  Non ci sarò io con l'ansia degli esami, non ci saranno i vicini di facoltà a prenderci in giro su chi studia di più. Ma non oggi. Ci aspettano molte altre chiacchiere della vita, ancora. E non vedo l'ora. 



14 commenti:

  1. Essendo universitaria fuori sede ho vissuto per tre anni con due ragazze, amiche, con cui davvero condividevo tutto..gioie e dolori, 24h su 24h.
    Purtroppo (per fortuna) l'università è finita ed ognuna ha preso la sua strada, con una di loro che considero la mia migliore amica ci sentiamo spesso e ci vediamo quasi ogni settimana perchè abitiamo nella stessa città, con l'altra purtroppo se mi sono vista una volta è stato già tanto. Quando ci vediamo è come se il tempo non fosse mai passato però mi manca averle fra i piedi sempre.
    Quando capisci che un rapporto è speciale finchè si può è meglio goderselo ogni istante :)
    poi magari a te andrà meglio!

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    1. Andrà come andrà, ho passato e sto ancora passando con loro dei momenti bellissimi... il tempo ci dirà tutto, ma anche se dovessimo perderci di vista, ricorderò questi anni come tra i più belli :-)

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  2. Anche a me mancano più o meno dieci materie e avrò finito l'università ma a differenza tua, non so se veramente sentirò la mancanza di qualcuno in speciale. Forse perché non mi sembrano poi così belli.
    Il salotto da "chiacchera dela vita"

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    1. Mi sembra un luogo comune dirti che conta anche l'ambiente, ma penso davvero sia così... siamo tutte donne, pragmatiche e bacchettone, con un obiettivo comune e la moltitudine di lavori di gruppo che ci hanno inizialmente costrette in questi anni a stare insieme, ci hanno inevitabilmente fatto legare. Avrai sicuramente anche tu il tuo porto sicuro, i tuoi luoghi e le tue persone che porterai nel cuore... :-)

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    2. Forse hai ragione. Conta molto l'ambiente ma anche contavano le mie speranze. Finito il liceo, speravo davvero di poter mettere finalmente conoscere persone che avessero veramente la passione per lo studio e l'interesse e curiosità per nuove amicizie. Nella mia università di lingue e letteratura, ho avuto solo una volta la fortuna spacciata di conoscere una ragazza che almeno qualche libro lo ha letto e che era ben predisposta a non stare con vecchi amici liceali. Con lei ho potuto condividere davvero molti pomeriggi in discussioni costruttive. La maggior parte delle persone che ho conosciuto nell'università mi hanno tremendamente annoiato della loro poca curiosità. Per non parlare che nella nostra università, il buon 80% ha una tossicodipendenza senza ritorno... Bah, non credo che ricorderò con piacere questi tre anni. Penso che li cancellerò via come fu per la mia era liceale.

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    3. Ti dirò, in generale le persone oggi sono poco curiose. Io adoro parlare con tutti, non solo con chi frequenta la mia facoltà e spesso è più curioso chi non sa quello che fai e spesso ne nascono degli scambi di opinioni interessanti: per esempio, ho scoperto che gli studenti di Giurisprudenza sono molto affascinati dal lavoro di insegnante, soprattutto di scuola primaria. Non l'avrei mai detto! Anche io dopo il liceo fallimentare avevo molte speranze nell'università, e per fortuna mi è andata bene... mi dispiace che il tuo ambiente non sia dei migliori, ma alla fine posso capire che una triennale in lingue e letteratura sia provata da "cani e porci" che non sanno bene qual è la loro vera strada. Sono sicura che alla magistrale, se vorrai farla, troverai gente più motivata e interessante, come te ;-)

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  3. assolutamente Lola, sarà un periodo che porterai sempre nel cuore, nel bene e nel male e che qualche volta rimpiangerai, come capita a me per anzianitudine, quindi vivi questi 10 esami intensamente :)
    poi chissà, magari con qualcuna di loro, potrai condividere un dottorato no?

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    1. Nel nostro campo i dottorati non servono a molto, forse con qualcuna condividerò un corso di specializzazione nei BES... intanto siamo qui e sono orgogliosa di esserci :)

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  4. Se sono dei legami veri, se hai saputo renderli forti, la laurea non cambierà questa routine, o meglio la cambierà nei modi ma non negli intenti ;)

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    1. Vero... ma stare insieme tutti giorni è ovviamente un'altra cosa, ma chissà se in futuro non condivideremo anche altro... :-)

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  5. Gli amici dell'università sono qualcosa di fantastico. Da fuorisede, ho un gruppetto costituito da alcuni compagni di studentato più che da colleghi, vorrei davvero non perderli mai. In tre anni ne abbiamo passate di cotte e di crude condividendo chiacchiere, ansie da esami, birre, lezioni, insonnia, viaggi, scorribande, idiozie; ed è inevitabile che ognuno prenda la sua strada alla fine degli studi, ma saperlo porta a gustare ancora di più ogni momento passato in compagnia.
    Bella questa tua consapevolezza del vivere qui e ora. Non rimpiangerai nulla, ma nel senso che vivendola così non avrai nulla di non fatto o non detto... e potrai andare avanti col sorriso, verso nuove "chiacchiere della vita" :)

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    1. E' vero, sapere che tutto cambierà e finirà ti porta a gustare ogni attimo con più consapevolezza (e sorriso). Mi piace tutto questo, anche se è dura e anche se finirà!

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  6. Come ti capisco! Esattamente un anno fa, proprio in questi giorni, iniziava anche per me l'ultimo semestre di cinque bellissimi anni, durante i quali ho conosciuto persone fantastiche, fatto esperienze meravigliose, vissuto momenti indimenticabili. Gli anni dell'università, io credo, sono i più belli in assoluto: si è finalmente abbastanza grandi per poter fare ciò che si vuole e abbastanza giovani per poter fare ciò che si vuole, e non ciò che si deve. Hai fretta di laurearti, e poi ti ritrovi, come me, a rimpiangere quelle ore pigre nei chiostri, ma pure i pomeriggi prima degli esami, che a distanza di mesi o anni sembra tutto infinitamente più bello, anche i libroni di mille pagine da riassumere. Prendi quel pezzo di carta e poi ti rendi conto che in realtà l'università non l'hai fatta per il titolo, ma per quei momenti così pregni di vita che ora, a ricordarli, viene quasi da piangere.
    Ho vissuto gli ultimi mesi con l'angoscia e l'avidità di chi sa che un bellissimo capitolo della vita sta per finire, che poi cominceranno la ricerca di un lavoro, gli stipendi non pagati, le bollette, i volantini degli sconti al supermercato. Ti auguro di viverli al massimo, questi ultimi mesi da studentessa, ché sono i più belli e i più difficili insieme, e ti auguro di non perdere le tue amiche. Sì, le cose cambieranno. Non vi vedrete più ogni giorno, forse capiterà che non vi sentiate per giorni, ma se quello che avete costruito è davvero saldo sopravviverà ai "colpi di ventura".
    Un abbraccio!

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    1. ...grazie per aver condiviso qui i tuoi ricordi di universitaria! :) io lo spero, che tutto sopravviverà e che queste non siano soltanto delle semplici "abitudini". Chissà :)

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