sabato 9 aprile 2016

La chiave nel bosco

Una volta una persona (molto poco umana), qualche anno fa, mi fece una specie di test psicologico. Chiusi gli occhi e immaginai di essere in un bosco. Dovevo immaginarne il sentiero, la fauna, provare ad alzare gli occhi per vedere com'era il cielo sopra di me. In quel bosco c'erano tanti oggetti strani che spuntavano lungo la strada. C'era un lago che simboleggiava il matrimonio, un vaso che simboleggiava la tua cultura personale, una chiave simbolo d'amicizia, un muro simbolo del superamento (o meno) dell'adolescenza. Un orso, simbolo della tua sessualità... ed infine una casa, simbolo di morte. Quella persona si divertì molto a scoprire come vedevo ognuna di queste cose e provammo a capire come potevano rapportarsi alla mia persona, per scoprire qualcosa in più. E' certo che questi sono "giochi" senza nessun valore scientifico e senza nessuna valenza statistica, però ammetto che è stato divertente farlo, e forse qualche verità me l'ha tirata fuori

In questi giorni penso molto alla chiave e all'orso. Non vi parlerò certo della mia sessualità (è un casino... un bel casino, ma pur sempre un casino) ma del mio modo di vedere l'amicizia, beh... parliamone. Sono stanca di vederla così. Una chiave un po' arrugginita, semplice, grande, come di quelle che aprono gli scrigni o i diari segreti. Per me l'amicizia è importante e la porto sempre con me, in tasca. E' unica, è grande, ed ha un valore inestimabile per me. E' semplice e non la cambierei, non la userei per convenienza. Non sono opportunista come tante persone intorno a me. Mi sto veramente scocciando di tutta questa merda intorno, dell'invidia negli occhi delle persone che chiamo "amiche" e delle parole che feriscono, senza che io abbia fatto davvero nulla per meritarmelo. Anzi, dopo aver provato a tendere la mano per aiuto ma vederselo prima rifiutato e poi preteso, quando ormai il tempo è scaduto. Le persone sputano nel piatto dove mangiano prima ancora di assaggiarlo, ed è una cosa veramente triste. Ed io devo smetterla di parlare troppo, devo smetterla di fidarmi troppo. Devo capire che un'amica non sarà mai felice per me se arriverò prima di lei ad un concorso, che mi regalerà anzi parole avvelenate e poi farà finta di nulla, mentre io mi darò la colpa per la fiducia riposta. Loro non sono come te, mi dice lui. Tu saresti stata contenta e felice per loro, avresti anche sorriso per la loro vincita. Ma tu sei diversa. Loro sono come tutti, sono cattive anche se ti sono amiche. 

Cattiveria e amicizia per me sono due concetti molto distanti tra loro, eppure questi umani continuano a farmi del male ed io a sperare che domani capiranno di aver sbagliato. Poi c'è quell'attimo di coscienza e ti rendi conto che è proprio così, e non resta altro che tirare su e iniziare a giocare più sporco di loro, con il sorriso innocente e gli occhi da cerbiatta. 

Si va avanti, dopotutto. In tutto. Per tutto. 

9 commenti:

  1. Una chiave troppo grande è un peso.
    Una chiave arrugginita è segno di affetto ma la ruggine porta il tetano.

    Essere felici per il successo degli altri o per la stessa felicità degli altri è un concetto tanto ideologicamente umano quanto praticamente così poco proprio del carattere umano.
    Vorrei credere a ciò che scrivi ma nella vita reale non sono certo che riuscirai a giocare sporco.
    Sarebbe come mangiare la minestra di verdure, fingendo che siano cucchiaiate di nutella: farebbe bene ma non ci crederesti e ti lascerebbe un saporaccio in bocca.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' vero, è difficile essere felici per i successi degli altri, dentro si ha sempre quel pizzico di invidia che ci caratterizza, eppure sono sicura che se ci fermassimo un attimo a pensare potremmo gestire questo sentimento e limarlo un po', per non ferire le persone che riteniamo amiche. E no, io non riuscirei mai a giocare sporco, ahimé...

      Elimina
    2. Per essere felici dei successi degli altri, basterebbe ricordarsi che la felicità di una persona cui si voglia bene corrisponde alla propria.
      Trovo logico esser felice se qualcunoa me caro sta bene. Trovo illogico che stia bene ed io lo invidi per qualcosa che lo riguarda.

      Elimina
  2. tocchi un argomento difficilissimo e complicatissimo...l'amicizia, sentimento nobilissimo, ma lontano anni luce da quello idealizzato da te (e me, singh!) in primis perché fondamentalmente è una costruzione, nel nostro DNA non c'è l'amicizia, siamo animali e, questi fanno gruppo ma tra loro non c'è empatia, a differenza dell' amore dove gli ormoni ed i fermoni ci guidano è solo dopo c'è costruzione.Partendo da questo presupposto, se non trovi in altra persona che empaticamente condivide le tue stesse emozioni, non sarà mai amicizia, sincera e disinteressata.Oddio ho fatto la lezioncina o_O perdono <3
    dobbiamo rassegnarci insomma, prendere la cosa a maniche larghe, come si dice...
    (io non sto messa meglio eh?)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dici di aver fatto la lezioncina? Beh, chi come noi idealizza tanto l'amicizia, prima o poi si troverà di fronte a questi avvenimenti. Non c'è mai vero disinteresse, l'amicizia si costruisce giorno dopo giorno e c'è sempre qualcosa di egoistico che ti spinge a passare il tuo tempo con una persona anziché con un'altra. Quello che in questi casi non tollero, però, sono i giudizi delle persone che ritengo amiche che sembrano sbucare fuori senza senso, come se non ci conoscessimo affatto. E' un casino, è complicato, è un filo spinato, lo so! Baci

      Elimina
  3. Io sono disinteressato u_u

    RispondiElimina
  4. Devo capire che un'amica non sarà mai felice per me se arriverò prima di lei ad un concorso

    Un concetto che anche io ho dovuto capire per forza, quindi capisco bene a cosa ti riferisci. E ti dico un'altra cosa: mi sono resa conto che più il tempo passa e più faccio fatica a considerare una persona un'amica. E' come dici tu, la merda è tanta. Quando ti sei stufata di mandarla giù lanci la chiave più lontano che puoi e non ci pensi più.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più passa il tempo e più ti accorgi che questo valore è contemplato da poche persone, pochissime... ed è difficile incontrarle... un "tesoro" sempre più raro.

      Elimina

Il cliente ha sempre ragione