venerdì 20 maggio 2016

Non abbastanza

Perché?

Perché ogni volta che incontro qualcuno in grado di rendermi felice, tutto il resto delle persone che mi sono accanto si impegnano affinché io non lo sia?



Perché devo vergognarmi di amare? Perché mi devo sentire in colpa, in difetto... perché devo sentirmi una ladra? 


Perché mi isolate, perché mi prendete in giro, perché mi giudicate, perché?


E perché è così difficile non ascoltarvi?


E perché adesso ho paura? 


Paura che diventerò come te, come voi. Ventisette anni di matrimonio. (quasi) Ventisei anni che sono al mondo e mi trascino appresso tutte le vostre paure, le vostre ansie, i vostri problemi. 


Io ho paura di avere una relazione seria. Ho paura della quotidianità, del rapporto che cambia, del ti presento i miei e mi presenti i tuoi. Mi fa paura l'idea di un figlio, mi fa paura essere moglie. 

Vedo i miei genitori e non vorrei essere come loro ma so come funziona la psicologia e so che più cercherò di evitarlo e più le probabilità che io possa avere un matrimonio come quello dei miei si avvicineranno al cento. 

Ho già vissuto una relazione lunga, di quelle che si va avanti per inerzia, di quelle che fai le cose insieme per abitudine, di quelle che non sopporti neanche più il sapore dei suoi baci, mentre lui dopo quattro anni ti lascia perché non lo abbracciavi abbastanza.


Non voglio diventare fredda come mia madre. Non voglio annullarmi come lei, dare tutto per i miei figli e per mio marito e poi trovarmi un giorno sola, senza amici, senza nessuno. Io sola a casa a guardare la tv perché tutti sono usciti. 

Ma non voglio neanche diventare una crocerossina, una badante che non ancora non serve. Non voglio non dover vivere la mia vita per paura di "abbandonare" mia madre. Non voglio sentirmi in colpa di stare un giorno fuori con le amiche dell'università mentre a casa lei rassetta cucina pulisce. Senza l'aiuto di nessuno. Non posso chiudermi in casa con lei, non avere una vita sociale, non godermi questi miei anni, sentirmi in colpa perché domani, che è sabato, invece di restare a casa vado a seguire un corso di primo soccorso pediatrico a Roma. 

Non voglio rovinare il mio rapporto con lui, che sta nascendo adesso. Che è delicato, leggero, profumato, sensibile. E bello. Non voglio piangergli tra le braccia un giorno sì e l'altro pure, e riversargli addosso tutto lo stress che sto accumulando negli ultimi mesi.

La verità è che io sono questa qui, e non posso sdoppiarmi. Sono pure nana, quindi valgo anche la metà di una persona normale, per cui se mi dividessi tra più persone dovrebbero portarmi in giro in tasca per non perdermi.


Non voglio pensare di non voler festeggiare il mio compleanno perché ogni volta nascono dei dissapori con delle amiche. Un po' di gelosia, un po' di invidia, qualche parola cattiva messa al punto giusto. Se viene lei io non vengo. Ed io con l'umore a terra. Vorrei divertirmi, stare con chi voglio bene, essere al centro dell'attenzione, pensare che sono giovane e che ho una vita davanti che aspetta di vedere le cazzate che farò.


E invece no. Sto qui, davanti al pc, a piangere come una fontana, a sprecare interi pacchi di fazzoletti.


La verità è che la carta è un bene prezioso e io lo sto sprecando, perché queste lacrime non servono a nulla. Questa crisi di nervi, non serve a nulla. Dovrei essere felice, innamorata, sorridente.

E invece continuo ad avere paura. Paura di rovinare tutto. E lo sto facendo. E sono stufa. Non riesco ancora a prendermi la felicità che mi è di diritto. Non riesco a combattere per tenermi stretta l'amore che mi è piombato addosso. Ma non posso. Non posso farlo accadere ancora. Non adesso. Non oggi. Non devo permetterlo. Ho già perso una persona speciale, non lo farò ancora. La vita non mi darà una terza volta la felicità tra le mani. 

Questa volta stringerò.

Nel frattempo, stringimi tu. Io ho paura.

14 commenti:

  1. 42.
    Quella che hai davanti è la vita, l'universo, tutto quanto. La vita ed il mondo che ti vengono addosso da più fronti e non esiste una versa risposta a come affrotnarli, perché non è mai esistita una vera domanda a tale riguardo.
    La vita è quella cosa che ci capita mentre cerchiamo di programmarla, dicono.
    Potremo scegliere di fare milioni di cose e ci sarà sempre (SEMPRE) qualcuno che riusciremo ad accontentare e qualcuno che sarà insoddisfatto del nostro operato. Dicono sia inevitabile, perché quel pirla di Isacco Nuovaunitàdimisuramillevoltesuperiorealgrammo (questa traduzione nasce dal vino e me la salvo, lo giuro.) ha detto che ad ogni azione corrisponde una reazione.
    Un'azione.
    Una reazione.
    Purtroppo non ci si può fare molto, lo sai. Si può seguire ciò che insegna il buon Tallahassee e seguire la regola 34, al massimo.
    Possiamo solo prendere ciò che di buono la vita ci offre e fingere di tralasciare il resto, tenendolo lì per quando avremo la forza di mettere ordine nel caos che si crea nel frattempo.

    Ho letto dubbi simili ai tuoi mille volte e mille volte mi sono detto che la soluzione è solo questa e nulla più.

    Prendi ciò che c'è, stringilo forte, non lasciar scappare ciò che ti fa stare bene, piuttosto tagliando la fune che tiene la zavorra con ciò che ti fa soffrire.

    Un'ultima cosa.
    No: non diventerai come tua madre e la tua vita coniugale non sarà così, perché tu sei tu e lei è lei e siete persone differenti sotto molti aspetti. Vivi per la tua vita e riuscirai a fare ciò che per la tua vita è la cosa migliore.

    Mi sono dilungato, scusami: è da me.

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    1. Lo so, lo so e lo so. So che è inutile pensare di voler "accontentare" tutti e so anche che è stupido pensare di avere lo stesso destino di mia madre. Io non so neanche se un giorno mi sposerò, per dirla tutta, però si sa, gli incubi sono difficili da mandare via, a volte ti restano appiccicati addosso anche di giorno.

      Ci metto tempo a capire dove pende la zavorra, ma quando finalmente la individuo la taglio subito. È un periodo ingarbugliato e devo prima sciogliere bene i fili, però.

      In qualche modo ho sempre portato dentro di me la regola 34, pur non conoscendola direttamente ;-D

      Non ti sei dilungato troppo, mi ha fatto piacere, perché sei una delle poche persone che conosco che dicono (e scrivono) davvero quello che pensano. Non esiste (falsa) gentilezza in te.

      Viva gli effetti del vino ;-)

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    2. La sincerità è una delle mue migliori qualità ed uno dei miei peggiori difetti. Ma sai che non ti direi mai qualcosa solo per farti piacere (non l'ho fatto nemmeno quando avrei dovuto, figuriamoci).
      Scegli con attenzione i tuoi fili e qualsiasi decisione tu prenda, ricordati di non pentirtene: sarà stata sempre la scelta che in quel momento ti sarà sembrata la migliore.

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  2. fai bene a piangere, butti fuori le tossine...invece ritornando a cose serissime, i tuoi sensi di colpa sono inutili, perché se tua madre è in questa situazione è solo colpa sua, la tua è sentirti così...forse non ne hai coscienza ma tua madre è una manipolatrice, alteimenti non ti verrebbero sensi di colpa (quali poi?) dovrebbe essere felice che tu cerchi di crearti una professionalità che ti regalerà l'autonomia che lei evidentemente non ha, e non intendo economica ma sopratutto mentale...per il resto impara a mandare a fanculo tutte ste invidiose, piene di complessi, organizzati la festa è chi c'è c'è...a chi ti muoverà poi delle critiche, rispondo che non sono problemi tuoi se una ha problemi a relazionarmi con altre...tu hai fatto una festa, per te, nessuno deve sentirti obbligata, ma solo felice di parteciparvi se vogliono bene a te, punto.
    E poi Lola bella, se questo amore ti rende felice, se ti accoglie con le tue delusioni, con i momenti no, ma che ti frega del resto del mondo? ricorda, qualunque cosa dovesse accaderti, tipo una malattia, un incidente invalidante, chi pensi soffrirà ? loro o tu? scusa non te sto a tirà, è per dire che ogni individuo è a se stante...vivi Lola, impara a volare girando tutti da lontano ...baci piccolina, quando il vaso è colmo io sono qua :**

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    1. scusa tutti i refusi che sto coso mi corregge, uff ed io sono di fretta
      baci

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    2. mannaggia " impara a volare GURDANDO" ...

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    3. mannaggia " impara a volare GURDANDO" ...

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    4. Grazie. Davvero. Erano anni che non piangevo davvero, mi ero chiusa in una freddezza che non mi apparteneva. Ora invece sono scoppiata e forse sì, queste lacrime mi stanno anche liberando ed erano anni che non lo facevo. Mi sento debole, ma si sa, ciò che non uccide fortifica no?

      Mi hai aperto un po' gli occhi, sai, e forse mia madre non è l'unica manipolatrice che ho intorno. Il mio carattere forte e allo stesso tempo "buono" e ingenuo fa sì che io a volte mi circonda di persone che prima prendono da me tutti i consigli e gli aiuti, per poi schiacciarmi sotto il loro ego, fino a mettermi da parte. Io sono vera e loro sono false e subdole. Tutto questo mi è di insegnamento, come dici tu devo imparare a contare solo su me stessa e a non aspettarmi niente da nessuno, neanche da mia madre. Perché quando ne hai bisogno tu forse nessuno ti tenderà la mano. Devo imparare un po' ad approfittarne anche io. Ci riuscirò? Non lo so, però devo imparare a diventare un po' figlia di una buona donna ;-)
      Un bacio grande, e grazie sempre per le tue parole... una bella chiacchierata prima o poi ce la dobbiamo fare io e te :)

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  3. Tesoro bello, vivi la tua storia giorno per giorno, datti e datevi il tempo di farla crescere. Non sentirti in colpa e non farti condizionare perchè il più delle volte chi ti dice "che lo fa per il tuo bene" non vuole affatto il tuo bene, perchè se volesse davvero il tuo bene sarebbe felice della tua felicità. Liberati della zavorra, asciugati le lacrime e vivi.

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    1. È vero, chi vuole il tuo bene lo fa in silenzio. Grazie Xav, un bacio :)

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  4. Dice Karl Lagerfeld:" mon plus grand luxe est de n'avoir à me justifier auprès de personne". Vivi. Agisci. Non giustificarti con nessuno. La vita è tua e sei tu a comandare. So che può essere difficile fare la stronza con gente che ami, ma che fa la stronza con te. Te l'ho detto molte volte, ma so che può essere difficile nell'atto pratico. Soltanto che si dimostrerà capace e meritevole di starti accanto avrà l'onore di guadagnare la tua attenzione e il tuo ascolto. Il resto, pattumiera.

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    1. Devo mettermi sul piedistallo anche io, e tirarlo addosso a chi se lo merita :-D ti adoro ♡♡♡

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  5. Ti consiglio di essere più egoista Lola..cerca di avere meno sensi di colpa, ti posso capire per la situazione con tua madre perchè tipo io ho solo lei come genitore e quando mi sono trasferita in Inghilterra mi sono sentita in colpa per averla lasciata sola ma il punto è che ho bisogno di realizzarmi come anche tu hai bisogno di vivere e non puoi imprigionarti in certe condizioni, sei giovane..hai bisogno di amare, di essere spensierata..che per i problemi c'è tempo.
    Ti abbraccio

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    1. Ahimè, mi sento già vecchia, forse devo tornare un po' indietro. Credo proprio di aver bisogno di un corso per diventare un po' egoista :) Tu hai fatto bene a prenderti la tua vita. Spero di riuscirci anche io :) un bacio

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