venerdì 1 luglio 2016

Dis-avventure in biblioteca

Qualche giorno fa ero alla ricerca di quattro classici e quattro contemporanei da portare all'esame di letteratura italiana. Tra i titoli scelti ovviamente figurano Calvino e Carroll (che porterò in tesi) e altri scrittori-poeti che si sono dedicati soprattutto all'infanzia. Sono andata a reperire cinque libri alla Centrale per ragazzi dove, di tanto in tanto, passo qualche ora a sfogliare riviste didattiche che non posso portare a casa. Ebbene, alla Centrale per ragazzi hanno uno spazio a parte per i più piccoli chiamato, appunto, bottega dei piccoli, dove sono dislocati i testi da 0-6 anni e dove di tanto in tanto fanno delle letture ad alta voce. La mia dis-avventura è iniziata cercando il numero di inventario di ogni testo sui loro pc lentissimi. Faceva anche caldo e il piccolo-ingegnere-ovvero-il-ragazzo-di-atletica (prima o poi gli troveremo un soprannome più corto, abbiate pazienza, però questo mi piace troppo, soprattutto perché è divertente pronunciarlo tutto d'un fiato dopo aver bevuto una Fanta) mi stava aspettando fuori perché è più allergico lui ai libri che io agli acari, ed è tutto dire. Dicevo. Il bibliotecario mi avvisa subito che tre dei cinque testi si trovano giù, nella bottega dei piccoli, e nel frattempo mi "aiuta", per così dire, nella ricerca di Viaggio a Roma di Ermanno Detti, una guida per ragazzi molto simpatica.

- ehm, dovrebbe essere lì, giri a sinistra (indica con la mano senza alzarsi dalla sediolina con le rotelle)
- dove? qui?
- no, più giù... (sbuffa) arrivo, ti faccio vedere.
- grazie, mi scusi (mi scusi un corno, finalmente ti sei alzato, pigrone-ciccione-ruba-soldi!)
- ecco, vedi un po' qui... in realtà la sezione Roma non è tenuta molto bene, è un po' incasinata... cerca qui... o qui... dovremmo sistemare...

Venti minuti dopo trovo il libro, ovviamente non in uno degli scaffali che mi aveva indicato il "bibliotecario" e non prima di essermi fatta una grassa risata sul fatto che una delle maggiori biblioteche per ragazzi a Roma abbia la sezione Roma organizzata con i piedi

Scendo giù con l'ingegnere per trovare il resto dei libri. La bottega dei piccoli è piccola, quasi minuscola, di forma quadrata, dove gli scaffali con i libri ad altezza bambino contornano qualche poltroncina e sedia colorata. Dietro la scrivania appena dietro l'entrata troviamo un'anziana signora un po' annoiata che ci accompagna alla ricerca di un libro di fiabe di Gozzano, l'Alice di Carroll e l'Alice vista dalla giapponese Suzy Lee, un piccolo testo cartonato in cui le immagini si sostituiscono virtuosamente alle parole. 

- questo non c'è 
- quale?
- quello di Suzy Lee!
- eppure era disponibile sull'inventario on line...
- lo so ma non c'entra nulla, è da un po' che non li vedo i testi della Lee, forse li avranno rubati, chissà...
- (una denuncia no?) beh, magari c'è, proviamo a cercare insieme...
- come vuole, tanto non c'è... qui intanto c'è Alice, si scelga l'edizione, ce ne sono un paio
- sì, prendo questa. Mi scusi, comunque Alice non è per bambini così piccoli, non dovrebbe essere qui!
- non importa, favole e fiabe vanno da 0 a 6 senza distinzioni
- (bene...) eccolo comunque, ho trovato anche Alice di Suzy Lee!
- Ah!
- Eh...

Voglia di lavorare pari a zero. Personale non qualificato. Distribuzione delle letture non adatte alle età, dove i finti bibliotecari si attaccano dietro alla scrivania senza neanche sistemare i libri in ordine alfabetico, che già sarebbe molto, come nella sezione Roma. Sono uscita dalla biblioteca con addosso una tristezza infinita, con una voglia tremenda di licenziare in tronco i due "bibliotecari" e mettere a posto da sola il disordine che vige tra quelle mura. Amareggiata, sapendo che lì fuori ci sono persone  magari con una laurea in Bilioteconomia (laurea che ai tempi del liceo mi aveva stuzzicata non poco) che magari  sono senza lavoro. La solita solfa. Con le statistiche a rincorrerci su quanto leggano poco i bambini e i ragazzi di oggi, senza chiedersi davvero il perché. Dando la colpa a videogiochi e tv, senza saper trasmettere veramente il vero piacere della lettura. 

6 commenti:

  1. Capisco benissimo la tua "rabbia"! Anche qui i bibliotecari non sanno nulla dei libri presenti nella biblioteca nè li sistemano per facilitarne la consultazione! Ma io dico, se fai il bibliotecario dovresti avere cura di un bene così prezioso e, soprattutto, conoscere i grandi classici! A tal proposito, ti riporto questo aneddoto:
    la madre del mio ex lavora nella biblioteca comunale di un paese vicino il mio. Durante il periodo del liceo (quando stavo, per l'appunto, con suo figlio) le chiesi se per caso avesse il Rosso e Nero di Sthendhal. Lei mi guardò, guardò suo figlio e....e mi disse che non avevano la sezione dedicata alle biografie dei giocatori (era convinta che parlassi di chissà quale giocatore del Milan).
    E' tanto buona, giovanile ecc ecc, ma diamine che cavolo ci fa lì dentro che non ha mai aperto un libro?! Datelo a me 'sto lavoro!!! xD

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    1. Ti giuro, non so se ridere o se piangere... si sarà rivoltato nella tomba Stendhal xD
      Evidentemente non è così, per loro è un lavoro statale come un altro, nulla più... ed è tanto, tanto triste :(

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  2. Mi fai tornare in mente quel piccolo negozio in città di cui scrissi tempo addietro. Non pensavo esistesse una facoltà universitaria per sistemare una biblioteca...pensavo bastasse avere un cervello e saper leggere.
    Però è davvero triste pensare che sia tutto così trascurato...

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    1. Esiste una laurea anche per bere vini, figurati xD

      Sì, è molto triste e non fa bene al futuro della letteratura...

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  3. Secondo me non serve nemmeno la laurea, serve proprio la voglia di lavorare che certa gente non ha. Ed è vergognoso....

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    1. Sono statali. E si sa, se non veniamo controllati non facciamo il nostro lavoro... forse a volte ci meritiamo gli straordinari non pagati :/

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