lunedì 15 agosto 2016

Mi salvo da sola

Quando non ho il coraggio di aprire queste pagine è sempre perché sono in subbuglio interiore. Non ci sono più segreti, ormai. Forse solo un po' di confusione. E adesso eccomi qui, a scrivere ancora, forse di me. Forse di te. Forse del mondo, che non gira intorno a me. Potrei scrivere della vacanza in Toscana. E' stato molto bello vedere quei luoghi. E' stato ancora più bello condividerli con degli amici. Ed è stato importante capire che è difficile essere una cosa sola, stare insieme per davvero. Dormire nello stesso letto e respirare la stessa aria per più di 48 ore consecutive. E' difficile ma non mi arrendo. E' un amore diverso, forse più consapevole. E' quell'amore che matura piano piano, che mi mette alla prova. E' quell'amore delicato, che possiamo dirci tutto ma basta nulla per offenderci, e allora vacci piano perché siamo fragili, io e te. E mi sento in grado di fare tante cose, insieme a te. Non mi fai sentire viva solo nei sogni e nei pensieri. Mi prendi per mano e mi mostri che se voglio, posso fare ciò che voglio. E mi fa tremare la terra sotto i piedi, mi fa piangere perché ti dico che non sono capace, battendo la testa tra le mani in un orrendo mutismo. E invece no. Ho superato sentieri di difficoltà tre, ho messo una maschera e ho visto coralli, ricci, pesci striati di verde e di blu. Prima stringendoti la mano, poi correndo da sola. E allora adesso lo so, che posso divertirmi anch'io. Posso sorridere anch'io. Posso mettermi alla prova e posso vincere, perché se i miei anni di università mi hanno insegnato che l'apprendimento è per tutta la vita, perché non deve esserlo anche per me? E perché ho tante persone che mi vogliono bene e continuo a dannarmi per chi mi fa del male? Perché sono stanca, così stanca di ciò che mi acceca ogni giorno in questa casa e non mi volto dall'altra parte? Perché non posso dannarmi per le scelte sbagliate della mia famiglia. Non posso soffrire dei veleni di alcune persone che chiamavo amici. Non posso restare a guardare il passato e restare incatenata nel presente. Posso solo salvarmi da sola, e da sola combattere i miei demoni. E vincere, o perdere. Ma almeno provandoci.

10 commenti:

  1. Con i demoni si combatte o si prende un buon te con i biscotti ed io nel dubbio ho sempre il bollitore pronto.

    Non è incredibile quando ti accorgi che fai parte del mondo, anche se te ne sentivi fuori? Da un lato atterrisce, perché ti rendi conto di essere forse un po' meno speciale ma dall'altro è una lezione enorme che si impara di botto e ti apre beh, non una porta: è più come quando fai le pulizie ed apri tutte le porte e le finestre per arieggiare e ti senti invasa da un'ondata di novità.

    Che tu avessi dubbi sulle tue capacità non c'erano molti dubbi ma la cosa è paradossale, se posta a confronto ad uno dei tuoi movimenti culturali preferiti, non trovi?
    Aspetta, se magari ti dico a quale mi riferisco forse è più facile.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Rosie_the_Riveter
    Non sono esattamente le suffragette ma diciamo che lo reputo un buon collegamento all'argomento.

    Ci sarebbero molte altre cose da commentare su questo post, pregno di emozioni contrastanti ma mi limiterò a dire "Se riesce a farti divertire anche sulle montagne russe, gli offro la cena".

    E sì: sai che lo faccio.

    Basta, finisco qui ma ricordati di tener duro: se vuoi qualcosa, falla/prendila.
    Yes you can.

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    1. Rendermi conto che certe cose posso farle anch'io non mi fanno sentire meno speciale: per certi versi forse sì, ho avuto la dimostrazione che "anche io" faccio parte di questo mondo, dall'altra prendo queste piccole (ma per me grandi) conquiste come una vittoria personale che mi fanno sentire qualcosa in più, al di là di me stessa. Nonostante tutto continuo ancora ad avere dubbi sulle mie capacità (il lupo perde il pelo ma non il vizio...) ma forse una piccola fiammella di speranza inizia ad accendersi: sì, se voglio posso essere come tutti gli altri, o essere qualcos'altro rispetto agli altri.

      Ti piace vincere facile: lo sai che forse non mi divertirei sulle montagne russe neanche dopo una lobotomia frontale :p

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    2. La sola persona rispetto cui si deve cercar di essere migliori oggi è la persona che eravamo ieri.
      In inglese era certamente più incisiva, tant'è che ho fatto una fatica bestia a renderla accettabile.

      Secondo me, ci riuscirà.
      E no: non mi piace vincere facile. Sarebbe una vittoria più grande offrirgli la cena. Diciamo che ho fiducia nel futuro e nelle sue sorprese.

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  2. Le scelte sbagliate della famiglia non possono più ricadere sulle spalle dei figli, specie se essi sono ormai nella fascia d'età per la quale possono benissimo decidere se "sbagliare" o meno da soli.
    E' però difficile girarsi dall'altro lato in queste situazioni, lo so, ma ci si deve provare per non perdere la propria felicità così sudata e così preziosa.
    Hai la fortuna comunque di avere al tuo fianco qualcuno che riesce a strapparti da quel mondo fatto di dubbi e insicurezze, e ciò è forse la cosa migliore che possa capitare a tipine come noi :)
    Quindi non abbatterti, non scervellarti e non pensare che la tua serenità sia solo un'utopia così come non lo è la tua capacità di cambiare le carte in tavola quando vuoi.
    Sei una persona speciale, solare e molto capace di fare ed apprendere tutto quello che vuoi ;)

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    1. La famiglia non la scegliamo noi, è un dono o una maledizione, a seconda dei casi. La mia ha distrutto delle cose belle, cose che erano soltanto mie. "Cose" che non erano vere cose ma sentimenti, sogni, speranze. Me le hanno strappate di dosso e con esse mi hanno tolto il sorriso per molto tempo e ancora oggi di tanto in tanto accade, per questo ogni tanto "scoppio" e perdo la concentrazione quando passo troppo tempo con loro, questa casa mi sta stretta e con essa questa vita che conduco. Ed è difficile farmi scorrere tutto alle spalle e tenermi stretta la felicità che ho conquistato. Oggi però forse è diverso, forse sono più consapevole e se ho deciso di salvarmi da sola è perché ho capito che ne vale la pena, e perché in questo mondo di infamia bisogna guardarsi le spalle anche da chi dice di volerci bene.

      Beh, scusa per lo sproloquio, le tue parole mi hanno fatto riflettere ancora e grazie... :)

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    2. So cosa vuol dire sentirsi "succhiare via" le energie e i sogni dalla famiglia perchè purtroppo ci sono passata e ci sto passando anche io. Ma alla veneranda età di "NON SI DICE MA SONO VECCHIA" ho capito che alla fin fine è giunta l'ora di tirare l'acqua verso il proprio mulino ovvero verso la MIA vita. Con il loro appoggio o senza poco importa a questo punto della situazione.

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    3. A volte penso che viviamo due vite parallele... odio ammetterlo ma abbiamo due famiglie tipicamente del sud italia o sbaglio?

      ps perché non riesco più ad accedere al tuo blog? :(

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    4. (Nemmeno io riesco ad accedere :,( )

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  3. che bello rileggerti così :)
    certo che puoi tutto, e famiglia non significa catena e prigionia, mollali, vivi la tua di vita.

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    1. Forse ho rotto le catene ed è arrivato il momento di volare dopo anni di cattività... sarà dura ma ce la farò :)

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