martedì 4 ottobre 2016

Cara Lola,

Le cose si sistemeranno, continuo a ripetermi. Deve essere così. Non ho molta voglia di scrivere in realtà, e con mio rammarico non ho molta voglia neanche di girare il blogroll e venirvi a trovare. Mi capita di leggervi ma non vi commento spesso, non sento di avere molto da dire, nulla da consigliare. Con l'università le cose vanno sempre peggio. Non riesco a mettermi in contatto con la tutor del tirocinio perché la mia facoltà sta cambiando sede e non può darmi un appuntamento. Non posso andare a ricevimento dalla relatrice perché non ho fatto i compiti per le vacanze che mi ha assegnato e se mi presento da lei senza nulla in mano come niente mi sbrana. Ho usato il mio tempo a studiare per un esame che non ho superato e mi sembra di aver buttato il mio tempo. Fare un esame vecchio è un'arma a doppio taglio perché la prendi sottogamba e invece nel frattempo sono cambiate le cose e te ne accorgi solo quando hai di fronte il compito che hai studiato male. L'unica cosa sensata che ho fatto è stato inserire nel mio bel calendario questa materia da seguire quest'anno per non avere altre sorprese. E poi stamattina l'appuntamento con il dirigente scolastico è andato veramente male. Una donna sulla trentina che neanche si è presentata e mi ha trattata come se io fossi l'ignorante di turno e lei la plurilaureata in stocazzo. Non le è bastato sentirsi dire che la mia era una richiesta INformale per capire se poteva darmi una classe per fare tirocinio tra un paio di mesi, no, si è dovuta mettere a sentenziare il lavoro che dovrò fare, mettendo bocca su tutto e sostenendo che il mio progetto di tesi è sbagliato, un progetto che a lungo è stato discusso con la mia relatrice ed è stato approvato dall'università. Mi ha chiesto la relazione di tirocinio per decidere se darmi o meno una classe. Non sa neanche cos'è la relazione di tirocinio perché la relazione di tirocinio si scrive DOPO aver terminato il tirocinio, forse avrebbe dovuto chiedermi una bozza introduttiva del lavoro di tirocinio ma era troppo presa dall'utilizzare paroloni a caso per far scena e per spaventarmi. Sostiene che è azzardato parlare di letteratura italiana nella scuola primaria, al massimo letteratura dell'infanzia, qualche fiaba. Che i classici sono un po' troppo. Mi sono dimenticata di puntualizzare che nella letteratura italiana c'è anche quella dell'infanzia, ovviamente quella italiana, perché letteratura italiana non vuol dire solo classico e non vuol dire solo adulto. Però le ho detto che sì, i classici si possono fare benissimo nella scuola primaria, altroché. E niente, sono tornata a casa infuriata, tutto è ancora in cantiere e vorrei cominciare quanto prima. E mostrare a qualcuno cosa sono in grado di fare. Nonostante tutto, adoro il lavoro che sto facendo per la tesi ed è per me un lavoro che va oltre tante cose, è una soddisfazione personale. Scrivere di letteratura, di due autori che mi piacciono tantissimo, tra l'altro. Uno più matto dell'altro (Calvino e Carroll, per chi si fosse perso le puntate precedenti). 

Poi la mente vola ancora e ripenso alla serata di domenica. Nella Capitale a una festa di compleanno. Prima a cena fuori con il-ragazzo-di-atletica-ovvero-l'ingegnere-quasi-calvo tra bruschette, rigatoni all'amatriciana e dolcetti ai frutti di bosco poi a festeggiare l'amica in comune tra fiumi di Spritz che mi hanno dato alla testa. Il resto della notte l'ho passato a fare l'amore e poi, aspettando le prime luci del giorno, allo Zodiaco. Non avevo mai visto Roma da lì. Con la rosa dei sei mesi insieme tra le mani, abbracciata a lui per il freddo del mattino. Una rosa per sei mesi, sì. Io odio queste cose eppure lui ci tiene così tanto. Una scusa per dirmi che è qui con me, una scusa per riempire un biglietto con un pensiero per me. Sto imparando a fidarmi senza il coltello di riserva dietro la schiena. Piano piano, giorno dopo giorno. E mi lascio andare, e mi dico che posso farcela, che può andare avanti. Che andrà meglio quando mi affiderò un po' di più, ma nessuno ci corre dietro. Se lui mi aspetta, io cammino piano, guardandomi le punte dei piedi per assicurarmi di andar dritta. Poi, quando sarò sicura, alzerò gli occhi e guarderò l'orizzonte.

12 commenti:

  1. Stavo per dirti che mi spiaceva per questo periodo no, ma proseguendo la lettura mi par di capire che se da un lato le cose non vanno per il verso giusto, dall'altro non c'è male... Insomma goditi il godibile ;)

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    1. Volevo iniziare "male" ma poi ho finito "bene". Bisogna pur iniziare da qualche parte :)

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  2. sono "ostacoli" momentanei...l'importante è sentirsi saldi alle proprie idee, e tu hai tante risorse.
    Romanticone il tuo lui, su sorridi, è una cosa bellissima, ci tiene a te
    :)

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    1. Le idee, almeno quelle, non mancano. E' la messa in pratica che sembra un puntino lontano... vedremo.
      Sì, è molto romantico... (e io ho gli occhi a cuoricino!) :-))

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  3. Lola scopri la macchina del dirigente scolastico, dove trovarla che arrivo con la macchia e, accidentalmente sia chiaro, mi fermo contro la sua macchina con la mia. No, a parte la battuta, butta giù il rospo e dimostrale che tu hai quattro palle quadre e sai cosa fare. Tra l'altro, io ho un vago ricordo delle mie maestre che, tra i tanti libri che ci leggevano, c'erano anche dei libri di letteratura italiana, ovviamente adatti all'età della classe, ma non erano le solite fiabe lette e stra lette, giusto per confermarti che quella è un po' cretina (laureata e tutto, ma sempre cretina).
    E il finale, molto più roseo di tutto il post, mi tranquillizza, almeno un qualcosa di buono c'è. Tu e Lui siete un po' opposti, però (mi) piacete per questo.

    Comunque, vedrai che questo periodo pesante passa, Lola.

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    1. Ma io lo so benissimo cosa si fa a scuola veramente. Purtroppo un dirigente scolastico che ha preso un tfa per insegnare alle scuole medie che ne sa di programmi della scuola primaria? Niente. Doveva soltato farmi vedere quant'è potente sul suo trono di preside.
      Qualcosa di buono a volte c'è sempre... solo che ce lo dimentichiamo o lo diamo per scontato!
      (è vero, siamo un po' opposti noi due... però secondo me siamo belli proprio così come siamo! :-))

      Un bacio e dita incrociate

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  4. Anche se il #maiunagioia è sempre dietro l'angolo, c'è sempre qualcosa che continua a nutrire la speranza di una gioia nel nostro cuore; un gesto inaspettato, un sorriso inatteso e un fidanzato pronto a farci sentire le persone più importanti del mondo.
    Non abbatterti (anzi non abbattiamoci) mai Lola, siamo nate guerriere e combatteremo sempre!

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    1. Hai ragione sai? In un modo o nell'altro percorreremo la nostra strada, tanto vale farlo combattendo... e poi sì, per fortuna c'è sempre quel giorno di inaspettata gioia. Magari piccola, ma sempre gioia. :-)

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  5. Tesoro, mi dispiace sentirti così giù, demoralizzata e con questo senso di impotenza. I prof dell'università non ne saltano fuori, hanno sta mania di non voler affacciarsi al cambiamento...I classici sono affrontabilissimi nella scuola primaria, anzi, io sono cresciuta con mio padre (ex studente di lettere) che per addormentarmi mi raccontava i miti classici, Dante con la sua Divina Commedia, Boccaccio con il Decameron, e così via! Tieni duro Lola, un abbraccio e un bacio grandi grandi <3

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    1. Pensi che non sappia che siamo (e siete) cresciuti con i classici da piccolini? Un dirigente scolastico scialbo con una laurea triennale in scienze dell'educazione non mi farà certo cambiare idee! <3

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  6. Ciao Lola,questi periodi non purtroppo ci sono e bisogna darsi un po' di tempo e purtroppo a questo mondo anche qualche testa di cazzo c'è ma vedo che in mezzo a tutto questo c'è una nota positiva e questo è bello.

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    1. Ciao Caro! Quelle non mancano mai, però sì ci sono anche le note positivo ed è bello averle, e soprattutto ricordarsene sempre...

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