lunedì 16 gennaio 2017

The Green Day effect

Okay, è arrivato il momento di parlare dei Green Day. 

La mia premessa è che ho sempre avuto un rapporto particolare con la musica. Fino ai 13 anni mischiavo Laura Pausini, i Pink Floyd e Cristina D'Avena e non mi importava molto sentirmi parte di una "nicchia" e cose del genere. Una volta arrivata al liceo, invece, ho conosciuto una ragazza più grande di me. La nostra amicizia è durata all'incirca dieci anni. Lei mi ha fatto "scoprire" i Green Day nel lontano 2004. Era appena uscito American Idiot e già da tempo i fan si dividevano tra quelli che urlavano "grandi" e quelli che urlavano "venduti". Per me quell'album è stato un po' la svolta musicale della mia vita, nonostante tutto. Jesus of Suburbia è un po' il mio credo e Wake me up when September ends la colonna sonora della mia adolescenza, da cantare a squarciagola. 

Di anni ne son passati e, insieme a quella ragazza, ho scoperto tante sfumature della musica, molte delle quali me le sono tenute care e oggi il genere che mi da' in assoluto più carica è l'hardcore californiano. Rancid, Bad Religion, NOFX, Pennywise. Non sono nelle mie cuffie sempre, però stanno lì e quando ne ho bisogno so che non mi deludono mai. Poi ci sono loro, loro che hanno dato il nome a questo blog, i CCCP. Loro rientrano nella roba vecchia che non passa mai di moda. Però. Per quanto riguarda i live, invece, gli unici che io abbia mai visto sono stati i Green Day che sono rimasti nel mio cuore, of course. Come il primo amore, che non si scorda mai, anche se il mio primo amore faceva veramente schifo e lo sostituirei volentieri con una canzone a caso di Gigi D'Alessio. 

Cos'è successo nel frattempo, però? E' successo che mi sono allontanata da quell'amica, e, come presa da un effetto domino, ho smesso anche di ascoltare i Green Day, come se mi ricordassero troppo quell'amicizia finita. Poi, con tutta la curiosità del mondo, ho ascoltato il primo singolo di "Revolution Radio", Bang Bang, commentato dalla ragazza come "uno stupendo ritorno alle origini". Io non ci ho trovato proprio nulla di stupendo. E mi è un po' caduto un mito, come quando vedi le cose come stanno, senza le fette di prosciutto davanti agli occhi. I soliti riff, i soliti vocalizzi. Quasi un'accozzaglia di vecchie canzoni messe insieme per fare qualcosa di diverso, ma che poi tanto diverso non è. Non ho sentito nulla di nuovo e anzi, mi dispiace che lei ci veda qualcosa che non esiste perchè è triste. Quindi non ho comprato l'album e non ho avuto neanche il coraggio di cercare altre canzoni per ascoltarle, mi sono bastati quei tre minuti per dire "basta" al gruppo della mia adolescenza. Lei è andata anche all'ennesimo concerto, giorni fa, a Milano. Lo ammetto, riascoltare vecchie canzoni live non mi dispiacerebbe, però ho bisogno di dire basta a quei vecchi ricordi. E in realtà preferirei dicessero "basta" anche loro, però capisco che i soldi piacciono troppo ai tre fantastici dai capelli sempre colorati per ritirarsi dalla scena. E allora vada bene urlare, tra una canzone e l'altra, "siamo ancora qua, crazie Italia" e "No Trump" ad cazzum, tanto i biglietti li vendono lo stesso, grazie ai vecchi fan che ancora amano sognare. La verità è che i tre mocciosi punk dell'East Bay sono morti nel momento in cui hanno visto la prima major, ma questa è un'altra storia, non di mia competenza. Forse ho solo smesso di sognare o forse ho solo aperto un po' gli occhi. I dont care, direbbero loro.

Vi saluto con questa. Benvenuti in Paradiso. E dookie per tutti. ;-)

 


13 commenti:

  1. una collega è andata a due ben due concerti, quello di Torino e quello di Assago.
    Un'amica a quello di Firenze.
    E sono già mamme, con una certa età addosso.
    Io le guardo stranito, manco so che canzoni hanno fatto i Green Day.
    All'amica, quando mi disse: "vado a vede' i Green Day", ho risposto: "che roba è? Un corso sulla frazione umida della differenziata?".
    Ancora me sta a inseguì...

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    1. hanno tanti, tanti fan. E di tutte le età. E, se davvero ti piacciono le ultime ultime uscite discografiche, le cose sono due: o non hai mai ascoltato quello che facevano negli anni '90, o continui ad "amarli" nel ricordo degli anni '90. Anche io ai concerti ci trovavo spesso "over" 'enta e 'anta ;-) poi ognuno getta la spazzatura dove meglio crede :-p

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    2. coniugo i verbi in maniera sublime. un tasto edit no eh...
      (tu dirai: rileggere prima, magari?)

      uff...

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    3. Succede anche ai migliori (cit.)

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  2. Lola parlando dei Green Day hai toccato un tasto a me dolente.
    Come band, li adoro. Praticamente American Idiot l'ho scoperto a dieci/undici anni insieme ad un'amica, la prima band che scoprivamo tutta da sole. Poi sono cresciuta, continuando ad ascoltarli, ma quando poi si tratta di doverli andare a vedere dal vivo o finiscono i biglietti o l'unica volta che riesco ad andare, Billie decide di andare ko... e allora sei pure un po' figlio di buona donna ahah.
    Comunque, Dookie resta l'album migliore, come hai detto te con le major sono andati a perdersi, anche se fino ad American Idiot roba buona ne hanno fatto, poi c'è parentesi della triologia che, salvo due tre canzoni, possiamo fingere tutti che non esista?
    L'ultimo album gnì. Io la sufficienza gliela darei pure, dai, ma io sono pure un po' di parte.

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    1. E pensare che anche c'ero all'I-Day... mamma mia i pianti xD
      E comunque la pensiamo allo stesso modo, salvo che all'ultima non ho retto, mi sono rifiutata di ascoltarti. La trilogia ho cercato di giustificarla in tutti i modi, ma è quello che è: in tre album non ne fanno uno intero decente. Per me è un bel capitolo di vita che si chiude, ed è stato bello davvero. Lo porterò sempre con me ^^

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    2. L'I-Day festival mi ha traumatizzato la vita. Mio padre portò me e due amiche fino a Bologna per il concerto, lì incontrai un'amica che era già a Bologna da parenti e la scena all'annuncio fu lei che guardò me e io che guardai lei perché pensavo ci prendessero per il culo, ma il migliore fu mio padre che, quando lo chiamai per sapere se ci veniva a prendere o dovevamo tornare in altri modi fino all'albergo, pensò che una di noi s'era sentita male ahahah.
      Ma sì, ci sono un sacco di capitoli che vanno così. Alla fine, fa pur sempre parte della vita.

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  3. Ho conosciuto i Green day, come gruppo, in zona primi anni del 2000 ma all'epoca ascoltavo la Cristina nazionale, gli Skiantos o Wagner e poco altro. Come tutte le band, hanno iniziato mettendo del proprio ed hanno continuato con quello che voleva il pubblico. Per niente punk, paradossalmente. Il punk nasce per "dare contro" a ciò che piace. Nasce "per non piacere".
    È difficile mantenere la retta via

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    1. Già, è un bel controsenso, eppure funziona proprio così.

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  4. Ah i Green Day hanno segnato anche la mia di adolescenza e Wake me up when September ends è una delle mie preferite, e mi ricorda così tante cose fra le quali la mia prima vera relazione! Comunque, concordo in pieno con il tuo pensiero a riguardo, hanno perso carattere e idee così come l'originalità!

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    1. E ciò dispiace perché non vorremmo mai vedere certi artisti "perdersi" e "svalutarsi" così tanto!

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  5. Mi è successo la stessa cosa, qualche anno fa ascoltavo tanto i Subsonica inseme ad una mia ex amica, andammo anche ad un loro concerto, poi finita l'amicizia (non ti sto a dire qua i motivi) ho abbandonato anche i Subsonica, perchè mi ricordano quella ragazza e quell'amicizia e il suo ricordo tutt'ora mi da sempre un pò di fastidio.
    American Idiot album spettacolare, Wake me up when September ends credo che sia il loro più bel pezzo.

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    1. E' proprio vero, la musica come poche altre cose si tiene dentro tanti ricordi... :)

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