sabato 20 maggio 2017

Nostalgie

E' stato come rivedere un vecchio amore, mai dimenticato. Sono stata alla facoltà di Psicologia della Sapienza, dove ho fatto la mia prima immatricolazione, nel lontano 2009. Mi sono affacciata alle aule dove seguivo le lezioni del primo e del secondo anno. Mi svegliavo alle cinque del mattino, e spesso anche con la sveglia puntata a quell'ora mi vedevo sbattere la porta in faccia dal professore di dinamica, alle 8:02. Era un vecchio burbero che non sopportava neanche due minuti di ritardo, a quanto pare. Brutta la vita del pendolare. 

E così mi sono persa un po' tra i ricordi. Nessun rimpianto per aver cambiato strada, solo una dolcissima e delicata nostalgia. L'ambiente mi piaceva un casino. Gli studenti di Psicologia al primo anno si dividono tra quelli che "io sono sempre stato un po' psicologo" e quelli che "voglio fare criminologia". Nel mezzo c'erano quelli come me, suppongo, che stavano lì per sete. Avevo un disperato bisogno di capire, volevo delle risposte. Ero circondata da problemi in famiglia che mi opprimevano e, invece di andare in psicoterapia, volevo diventare io stessa la terapeuta. Al secondo anno capisci che non troverai le risposte che cercavi, ma piuttosto altre domande, anch'esse senza risposta. La Psicologia è fatta da Big Nomi, ognuno dei quali si sente Dio. Io non avevo voglia di chiudere gli occhi e di pescare un Dio a caso, così ho deciso che quel luogo non mi apparteneva più e che dovevo cambiare strada. 

La verità assoluta non esiste, su questo ormai ne sono più che consapevole. Però l'idea di appartenere a quella fetta di umanità che mette a disposizione la propria vita per riempire giovani anime di brillanti desideri, cultura e buona educazione, mi fa sentire più vicina alla verità di quanto non lo sia mai stata in vita mia. Per quanto sia difficile, per quanto mi senta morire dentro ogni volta che ho la rigida consapevolezza che ci sarà sempre un bambino che non riuscirà a superare quel determinato obiettivo didattico, so anche che il mio compito è quello di andare oltre l'obiettivo e di mettere in risalto l'invidualità che ci rende così simili e così diversi. 

Posso affermare, con assoluta certezza, che la mia vita adesso non è priva di problemi. Mi perdo tra la rabbia dei miei piccoli fallimenti personali e professionali, e spesso lo sgomento vorrebbe prendere il sopravvento. Poi mi alzo e vivo alla giornata, sapendo di per certo che il Caso mi regalerà, un giorno o l'altro, un attimo di pace e di sazietà, solo per me.

12 commenti:

  1. Ingenuo e rozzo quanto ti pare.. ma meglio una sola maestra gentile d'animo che mille psicoterapeuti.

    RispondiElimina
  2. Psicologia è bella, ma credo che per poterla fare con tutti i crismi non si debbano avere problemi risolvibili proprio con un "collega" xD
    Anche se, lo debbo ammettere, quasi tutti gli psicologi che conosco hanno un qualche disturbo xD
    Comunque vuoi un consiglio? Fa come me: circondati di amiche psicologhe xD Ne ho quattro all'attivo :D Psicanalisi gratis durante lo shopping!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo è verissimo. La prima regola per diventare uno psicologo con la Pi Grande è proprio quella di "risolvere" i propri disturbi... anche se forse poi esercitare il mestiere te ne porta altri :-D
      Ti dirò, in questo periodo ho fatto poi amicizia con gli ingegneri che con gli psicologi... e per il momento va bene così XD :p

      Elimina
    2. Ma gli ingegneri non son i pazienti numero uno degli psicologi? No, perchè gli ingegneri di Catania son tutti un concentrato di turbe psichiche :D

      Elimina
    3. XD ehm... sì, sono pieni di turbe psichiche (sopratutto se si laureano in tempo), ma quelli che conosco io odiano fortemente gli psicologi... quasi quanto gli architetti... valli a capire :-D

      Elimina
    4. Emh... il mio uomo è architetto.... :P

      Elimina
    5. Non li faremo mai incontrare allora :P

      Elimina
  3. Più passa il tempo e più credo che in realtà "esista" una verità assoluta, solo che è talmente estesa da non poter essere compresa appieno da una sola persona (no, neanche da una affetta da personalità multiple).
    D'altra parte, come disse un celebre (?) personaggio del cinema, "È meglio essere felici, che avere la verità in tasca".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Probabilmente sì, ma forse non la sapremo davvero mai...

      Elimina
  4. a me, ultimamente, è saltato il finferlo di fare psicologia... non so perché... certo, università della terza età, off course

    RispondiElimina

Il cliente ha sempre ragione