domenica 23 luglio 2017

E poi l'amore

Ho dovuto prendermi una pausa dal blog, non volevo che diventasse un pisciatoio di lacrime amare giornaliero. Tante volte ho aperto questa pagina e ho scritto, in preda alla rabbia, per poi premere il tasto CANC. No, non mi avrebbe fatto bene mettere nero su bianco quest'ultimo mese e mezzo di vita, anche se è ancora qui nella mia scatola nera del fegato e non se ne andrà via facilmente. 

Ho provato a rialzarmi, e si può dire che ci sono più o meno riuscita, a dispetto dei miei nervi. Sono crollata, sono crollata ormai da un po'. Mi sento rotta, oltraggiata, denigrata, pestata. Poi c'è l'altro lato della medaglia, quello che mi porta da lui, l'ingegnere, e lì mi sento amata, adorata, apprezzata, desiderata, stimata. Lì, nelle sue braccia, ritrovo il mio Eden, la mia purezza d'animo. In realtà ho sempre odiato le persone che spostano il loro centro di gravità verso il partner, senza dare spazio a nessun altro. Ora però so qual è la mia realtà, ed è che adesso so che posso fidarmi solo di lui e che lui è il mio fottuto centro dell'universo, e non lascerò che sia qualcosa di diverso. Però ce lo siamo detti, qual è il nostro significato di universo. Lui con me si sente completo, a me manca ancora qualcosa per essere felice. Mi manca il mio posticino nel mondo, mi manca avere un nome scritto su un campanello, una bolletta della spazzatura intestata, una casa mia da pulire, un cane da spazzolare. 

Ho accettato due voti bassi all'università perchè a dispetto della media preferisco la libertà. Mi mancano quattro esami, ho tanta voglia di concludere il mio ciclo di studi, a dispetto di tutte le parole di sconforto del padre che mi ha generata e che mi vorrebbe vedere solo in cucina a preparargli la pasta che sarà sempre insipida, o al massimo "saprà di poco". Ho pianto, urlato, giurato di scappare il prima possibile. Devo stringere i denti, e devo farlo lasciando accesso quel piccolo lumicino di sanità mentale che mi resta e che a volte mi abbandona. La verità è che, se vogliamo tirare le somme, a ventisette anni posso finalmente ammettere di aver avuto una vita di merda, senza scendere troppo nei particolari. Ho avuto un padre di merda, una madre sottona, ho avuto pochi consigli e molti ordini di comodo. Sono stata cresciuta con l'idea che bisognava arrangiarsi, senza pensare neanche alla salute. Mi sono trascurata, per tanti anni, per poi all'improvviso ribellarmi a me stessa, cercando di mettere toppe là dove ho potuto. E ci sto ancora provando. E sono maledettamente brava a farlo, anche se mi costa tanto sangue amaro. E poi l'amore, l'amore che mi salva sempre. Sarà una stupida banalità, ma senza l'amore non avrei la stessa forza d'animo. O forse sì, ma sarebbe tutto così noioso.

12 commenti:

  1. Per quanto poco consolante, un'adolescenza di merda ti spalanca le porte ad una vita adulta decisamente consapevole. Io forse, a detta di tutti, ho avuto un'adolescenza invidiabile, serena, senza traumi. La pago con un'adultezza irrequieta, inconsapevole, da eterno Peter Pan che si crede giovane all'infinito. Avrei dovuto prendere qualche botta in più.

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    1. Potrei fare la cantante rock o la poetessa per l'adolescenza di merda che ho avuto, in pratica :-D

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  2. Cara Lola, come forse ho già detto in altri commenti, io e te non siamo poi così diverse! So cosa stai provando, so cosa voglia dire tirare le somme e rendersi conto di quante volte abbiam dovuto tacere perchè "è giusto così". So cosa voglia dire sentirsi spaesati anche dentro le mura domestiche e so quanti bocconi amari si devono ingoiare quando finalmente si decide di mettere al primo posto sè stesse e non più gli altri.
    Però, dall'alto del mio anno in più, sento di doverti dire questo: sfogati con le parole, sfogati con l'ingegnere e soprattutto pensa a quanti ostacoli hai superato! So che può sembrare strano ma siamo quelle che siamo grazie alla merda della nostra adolescenza e a tutte le battaglie da cui siam riemerse ;) Ormai manca poco e poco importa il numero sul libretto; importa quello che hai appreso e quello che potrai fare <3

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    1. Mi sono sfogata in altri modi, diciamo. Con L'ingegnere, sopratutto. Potevo farlo anche qui, ma mi conosco e forse mi avrebbe fatto troppo male, allora ho preferito sparire per un po' per vedere le cose in modo più obiettivo... ma la rabbia resta e resterà sempre, credo. Ed è vero, tutte le difficoltà ci hanno sicuramente formato, però sai a volte penso proprio che sarebbe liberatorio essere un po' oca con la zucca vuota ;-)
      Grazie per le tue parole, come sempre :-**

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  3. Ti capisco in parte, perché ho avuto un padre di merda anche io. Se puoi valuta una terapia psicologica che ti aiuti a recuperare l'autostima, fidati che aiuta. E fidati che non hai idea di quanto un pessimo padre possa influire sul tuo carattere, anche se credi di fare di testa tua.
    In ogni caso ti auguro buona fortuna. Vedrai che passerà anche questa.

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    1. Ci ho pensato tanto ad una terapia comportamentale sai? Banalmente però mi mancano i soldi per affrontare una cura del genere in privato, devo armarmi di pazienza e buona volontà per fare qualcosa tramite un buon ospedale. Quei due anni a psicologia, ahimè, mi hanno fatto capire fin troppo bene come ansia e poca autostima rendano la vita difficile, e non sempre ce la si fa da soli. Vedremo, col tempo magari sistemerò anche questo tassello! Grazie

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  4. Come sai non sono il tipo che addolcisce la pillola nelle situazioni difficili. Tu stessa, inconsapevolmente, stai uscendo, o meglio, stai cercando, di uscire da questa situazione di stallo insopportabile. Che tu raggiunga o no il tuo traguardo, ( lo raggiungerai) hai già vinto, poichè è già la tua volontà di riscatto che ha messo le carte in tavola piantandole con dei chiodi e da li non si muoveranno finchè non avrai fatto scopa (gioco di carte meno allusivo potevo trovarlo ma ok :p)
    Ordunque dico:
    Lotta
    Ottieni
    Vinci
    Corri
    Tutto il resto è noia.
    Nessuna brutta esperienza di vita infantile, adolescenziale o chicchessia può fungere da pretesto per la nostra riuscita personale.
    se si vuole, si può e se si può....non sempre si ottiene purtroppo.
    Sei più forte di quanto credi.

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    1. Sei forte, sei forte... me lo sento dire spesso, eppure la forza si trascina appresso tante altre cose, come la paura, o la sfiducia. Non so ancora se vado avanti per forza o per inerzia, ma tant'è, sono qui (quasi) al traguardo e me la godo, nonostante tutto.

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  5. p.s. ma Corri andrebbe prima di Vinci e Ottieni? O vale come fuga dagli allori? ;)

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  6. non so se la vita semplice possa essere auspicabile, ma sicuramente regala meno grattacapi...
    io ho avuto un'adolescenza fondamentalmente tranquilla, pochi scossoni, che hanno lasciato impreparata una fanciulla nella sua età adulta

    forse tu sarai decisamente un'adulta più risolta

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    1. Forse sì o forse no... come i poveri che saranno ricchi nel regno dei cieli ;-D

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