martedì 12 settembre 2017

Questione di fede

Ultimamente penso molto alla religione. Io non sono una che crede, anche se in passato ci ho provato. Frequentavo il catechismo con assoluta devozione e non ho mai messo in discussione gli insegnamenti che la chiesa cattolica mi dava, fino al giorno in cui l'ho fatto, e allora ho abbandonato tutto, senza clausole, senza compromessi. Fondamentalmente ho abbandonato la chiesa nel momento in cui mi sono fatta delle domande. Perchè se uccidi puoi pentirti e prendere l'eucaristia, mentre se divorzi ti viene negato il corpo di cristo? Perchè è considerato un peccato così grande fare sesso prima del matrimonio (cosa che oggi quasi nessun cristiano ne tiene più conto, ma al catechismo ci facevano due palle esagerate su questa cosa del sesso)? Perchè è un peccato così grande usare il preservativo? Perchè se sono omosessuale vengo allontanato dalla chiesa? Forse oggi la maggior parte di questi quesiti sono molto superati, ma quando ne avevo 16 litigavo con il professore di religione del liceo che diceva che i gay (mai nominare le lesbiche, quelle non esistevano 11 anni fa) erano praticamente dei sodomiti che si facevano il lavaggio del cervello a vicenda e che dovevano essere considerati alla stregua dei pedofili. Okay, io spero vivamente che oggi i professori di religione siano un tantino migliorati, ma non ne sono poi così sicura. E così ho cominciato il mio cammino sereno verso l'agnosticismo, se così lo vogliamo chiamare. Non mi importava davvero dei Santi o del Dio uno e trino, se dovevo seguire certe "regole" non volevo che fosse il mio, di Dio.

In Trentino ho conosciuto un ragazzo particolare, figlio dei proprietari dell'albergo dove ho alloggiato. Molto espansivo, era piacevole fermarsi di tanto in tanto a parlare con lui di "questioni di vita". Mi è sembrato molto razionale, eppure molto credente. La sua fede quasi "lucida" mi ha del tutto spiazzata, non riuscivo a capire come una persona all'apparenza così logico e riflessivo su ciò che lo circondava, potesse dentro di sè appellarsi alle questioni di fede. E così mi sono ritrovata a pensare alla mia fede, dopo tanti anni, dopo tanti silenzi su questo mio aspetto della vita. Non siamo tutti uguali, ed è più vero che mai. Non siamo tutti uguali, e forse proprio in virtù di questo non dovrei meravigliarmene così tanto. Ognuno cerca di salvare la propria anima in modo diverso e ben venga, se riusciamo a non dannarci l'anima. Io resto ancora lì, a guardare i fedeli e a dirmi che forse sarebbe più facile riconoscere un dio e affidare le mie preghiere a Lui. A volte mi dico che ho una mia etica, e questo dovrebbe bastarmi, ma non è sempre così. Poi guardo agli obiettivi che mi sono posta e sì, ho fede. Anche se non è un Dio con una bella chiesa e tante statuette. Ed è più difficile di quanto pensassi.

9 commenti:

  1. Argomento complesso.
    Conosco, attualmente, sia gente con fede lucida (alcuni sono anche insegnanti di religione) e altri con fede coi paraocchi, non dissimili da ciò che era il tuo prof 11 anni fa.
    Insomma, la fede è personale e già ridurla a qualcosa di massa è forse sbagliato nel concetto.
    Ognuno crede o non crede con diverse sfumature.
    C'è bisogno di fede :)

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, forse c'è davvero bisogno di fede, e io ingenuamente lo sto capendo davvero solo adesso. Non riesco spesso a vedere nel mezzo ma in questo caso riconosco la complessità delle cose. E credo che tu abbia ragione, la cosa più "stupida" di tutto questo è voler ridurre la fede a qualcosa di massa, eppure c'è chi lo fa perchè a volte le masse vanno controllate, no? E' una maledetta arma a doppio taglio, credo.

      Elimina
    2. Eh, è proprio quello: le masse possono essere controllate :)

      Moz-

      Elimina
  2. non vorrei cadere nella banalità, cosa molto semplice Lola, quando si parla di religione, che tutti noi sottostimiamo o rendiamo faciloneria...

    ho una mia spiritualità, immensamente distante dalla Chiesa e dal Clero, che ho imparato a distanziare da me, per il mio bene...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sa che alla fine tenerci a debita distanza dal Clero è l'unica cosa che ci salva, sai?

      Elimina
  3. Tenersi lontani da qualunque religione,ci salva.La fede? È qualcosa di personale, una profonda ricerca personale e il continuo confronto e ascolto con e di se stessi mentre viviamo la vita che ci accade.
    Ciao Lola.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono pienamente d'accordo Carolina, la fede è qualcosa di così intimo che una Chiesa davvero non serve. Un abbraccio

      Elimina

Il cliente ha sempre ragione