sabato 13 ottobre 2018

Come va, Lola? Bene e male, entrambi i sensi, entrambe le direzioni. Essere laureandi è uno stato interiore di perenne ansia, sempre in crisi con se stessi e con il fidanzato, povero essere indifeso.

Essere laureandi è cambiare la percezione del mondo che ti sta attorno. Guardi le locandine per strada pensando "uhm, carino quel font, potrei usarlo per tesi... ma com'è allineato male questo testo, che interlinea avranno usato?" e cose di questo tipo. Essere laureandi è pensare agli ultimi due paragrafi della tesi rimasti come un muro invalicabile con tanto di filo sterrato, quando invece si è ormai arrivati agli sgoccioli e bisognerebbe piuttosto tirare le somme e godersela, magari anche iniziando a rimpiangere questi anni di studio che, inevitabilmente, mi hanno dato tanto.

La cosa più assurda di tutte è che a un certo punto la mia mente è andata in tilt: e adesso cosa farò? Ho cominciato a fare il countdown delle volte in cui avrei messo piede in facoltà, delle volte che mi sarei ancora preparata lo zaino con i libri da restituire in biblioteca. Inevitabile, mi è salito il magone. Sono quasi trent'anni che studio, cazzo, e non intendo certo fermarmi adesso. Ho anche lavorato, è vero, eppure la mia vita ha sempre avuto quel punto fisso di riferimento: lo studio. Studiare per gli esami, studiare per le interrogazioni a scuola, studiare per le domandine della maestra. Alla fine ho fatto dello studio il mio attaccamento alla vita, e la tesi di laurea ne è stata una conferma, oltre che un grande regalo personale. Ho letto almeno dieci romanzi, venti saggi, più di quaranta articoli scientifici, testi di geo-letteratura, semiotica, pubblicazioni in inglese di Università americane sui giochi di logica e sul vittorianesimo. Ho cercato di capire cosa fosse la meccanica quantistica, il tempo cosmico, il paradosso della freccia, il teorema di Bayes. Una scoperta dopo l'altra, nonostante le difficoltà, nonostante le evidenti carenze in materia. 

Alla fine ho deciso di fare la maestra non tanto perchè mi piace insegnare, ma perchè mi piace andare a scuola, evidentemente. 

E' stato un viaggio fantastico, e non è ancora finito: tra copertine fantsmagoriche, impaginazioni bizzarre, libri che sembrano introvabili e poi trovati per intero su Google books, la storia (infinita) non è ancora terminata. 

E, come affermò Lewis Carroll quando gli dissero che il suo 72esimo problema del cuscino era forse troppo incoerente:
Se la soluzione vi sembra paradossale... beh, anche la vità lo è.

 

8 commenti:

  1. Ci sono passato anche io, nel pormi queste domande.
    In effetti, studiare è una sicurezza: l'ultima.
    L'ultima possibile. Poi dopo è sempre un punto interrogativo.
    Certo, io me ne fregavo di font e tesi e cazzi vari, ahaha!

    Moz-

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    1. Io invece sto impazzendo tra font è tutto il resto perché sotto laurea la prof ha avanzato mille pretese, tra cui la tesi in A5😅😝

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  2. Credo che siano domande abbastanza comuni quelle che ti poni..anche perchè son le stesse che mi sto facendo io che ho davanti altri 2 anni di specialistica.
    Però pensa a tutti gli ostacoli che hai superato, a quello che ti sembrava impossibile e che invece è diventato possibile; pensa a tutte le gioie e le lezioni che hai appreso! Potrai condividerle con i tuoi futuri alunni! Sempre in gamba, Lola!

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    1. Sono sempre lezioni di vita da tenersi strette, come anche so che per quanto possa spaventarmi "l'ignoto" non può che spronarmi perché è l'unico modo per migliorarsi ^^ besos

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  3. Sono sicuro che finita questa parentesi ne saprai aprire un'altra :D Hai già lavorato quindi un po' sei preparata e sai cosa ti aspetta! :D
    In bocca al lupo. L'insegnamento è una bella strada :)

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  4. Sono le stesse domande che si è posta la mia amica neo-laureata e le altre che sono laureande, un po' me le pongo anche io che sono rimaste indietro. Anche quella sui font e le interlinee eh, ma quello perché io ho mania di precisione! No, battute a parte, è tutto normale, ma vedrai che una volta passato questo periodo i pezzi andranno in ordine e avrai meno domande, magari pure qualche certezza in più.

    E io come maestra, te lo scriverò sempre, ti ci vedo tantissimo.
    Un abbraccione Lola!

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    1. Lo spero davvero, la cosa che più mi "infastidisce" in realtà sono i mille "consigli" sul mio futuro mestiere che vengono da persone esterne che non fanno altro che demoralizzarmi... peró sì, alla fine ci si fa l'abitudine ^^ un bacione!

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